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PORTO DI LIVORNO
MOVIMENTO MERCI
Anno 2014

Il bilancio dei dati consuntivi del 2014 del porto di Livorno mette a segno un saldo
positivo migliore di quanto registrato negli ultimi anni che sembra dimostrare che lo
scalo abbia ritrovato il passo della crescita segnando una probabile inversione di
tendenza.
Il bilancio dei dati consuntivi del 2014 del porto di Livorno mette a segno un saldo
positivo migliore di quanto registrato negli ultimi anni che sembra dimostrare che lo
scalo abbia ritrovato il passo della crescita segnando una probabile inversione di
tendenza. Il momento importante per il porto di Livorno e di tutto il suo cluster
logistico-portuale trova conferma nelle molte notizie positive del 2014 ed inizio 2015
che testimoniano un rinnovato interesse di molti operatori internazionali per il nostro
scalo. Il ritorno della compagnia israeliana ZIM, l’ingresso delle compagnie MSC e
Grimaldi nelle compagini societarie dei terminal Lorenzini & C. e Sintermar SpA, i
recenti insediamenti delle multinazionali Masol in porto e della General Electric
all’interporto di Guasticce, il nuovo collegamento contenitori della compagnia UASC
nonché l’impegno concreto della Regione Toscana per una riqualificazione ferroviaria
sono le principali novità che sembrano individuare l’inizio di un nuovo percorso
determinante per il rilancio dello scalo. Probabilmente il porto è davanti ad una reale
opportunità di invertire la rotta nonostante la crisi economica internazionale abbia
fatto sentire i suoi effetti negativi su molteplici attività.
Nel 2014 tutti i principali indicatori di traffico, con la sola esclusione del traffico
crocieristico, mostrano valori positivi rispetto a quanto conseguito nel 2013 con molti
settori caratterizzati da traffici in attivo.



Le statistiche dello scorso anno evidenziano infatti una crescita della movimentazione
complessiva dello scalo in tonnellate (+1,4%), del numero di contenitori in TEU
(+3,3%), del numero di mezzi commerciali sbarcati/imbarcati (+7%), del numero di
auto nuove movimentate (+11,5%) nonché del traffico passeggeri (+3,1%). Per il
settore crociere il 2014 è stato invece il secondo anno consecutivo in flessione con un
calo sia del numero dei crocieristi (-15%) che delle toccate nave (-18,8%). In
flessione nel 2014 anche il numero delle navi arrivate che è sceso a 6.479 unità contro
le 6.759 dell’anno scorso (-4,1%).
Nel 2014 gli indicatori indicano tuttavia valori analoghi a quelli movimentati negli
ultimi anni anche se ancora inferiori per alcune tipologie di traffico ai volumi post-crisi
del 2009. Solo la movimentazione generale del porto in tonnellate ed il traffico rotabili
come evidenzia la tabella esposta hanno infatti recuperato tali valori ma sono ancora
al di sotto di quelli registrati nel 2008, anno di massima espansione per molti settori.

 

L’andamento mensile del traffico merci in tonnellate del porto mostra per il 2014 un
trend altalenante con valori inferiori a quelli registrati nel 2013 nei mesi centrali
dell’anno (da aprile a luglio) ed una sostanziale ripresa nell’ultima parte del 2014.

Traffico merci (Ton) – Anno 2014/2013



 

Tale dinamica è confermata dall’analisi delle variazioni percentuali trimestrali dell’anno
confrontate con i corrispondenti periodi del 2013. A partire dal II trimestre 2013, con
la sola eccezione del II trimestre 2014, si hanno infatti variazioni positive dei dati
trimestrali per la movimentazione complessiva dello scalo con tassi di crescita più
elevati verso la fine dell’anno.




Complessivamente nel 2014 il porto di Livorno ha registrato un traffico totale delle
merci pari 28.335.156 tonnellate, un volume superiore dell’1,4% rispetto a quello del
2013, con un incremento di oltre 382 tonnellate. Le merci allo sbarco sono ammontate
a 17.182.104 ton (16.932.604 ton nel 2013) e quelle all’imbarco 11.153.052 ton
(11.020.283 ton nel 2013) facendo segnare un incremento percentuale
rispettivamente dell’1,5 e dell’1,2 per cento. 



Non tutti i settori di traffico hanno registrato risultati positivi evidenziando dinamiche
differenti. Tra i vari comparti del porto anche nel 2014 emerge la crescita a doppia
cifra conseguita dalle rinfuse solide che attestandosi ad oltre 850 mila tonnellate è
cresciuta del 14,3% rispetto a quanto rilevato nel 2013. Dati statistici positivi, seppur
con una crescita più contenuta, sono stati rilevati anche per il segmento dei rotabili
(+7,8%) e per la merce containerizzata (+1,7%). In flessione sono invece risultate,
evidenziando effetti più consistenti della crisi, le rinfuse liquide (-6,2%) e la merce in
colli e numero (-4,3%).
L’analisi per macrosegmenti delle tipologie di traffico indica un aumento del 4,2% per
il settore delle merci varie o unitizzate ed un decremento del 4,5% per il traffico
rinfusiero.
Nel dettaglio, per il settore delle merci varie od unitizzate possiamo notare un traffico
di quasi 20 milioni di tonnellate di cui oltre la metà costituita dal traffico rotabile
(10.794.856 ton), quasi 7 milioni di tonnellate di merci containerizzate e 2,1 milioni di
tonnellate di merci varie.
Il traffico rinfusiero ha invece chiuso il 2014 con un traffico complessivo di 8,7 milioni
di tonnellate di cui 7.849.940 tonnellate di rinfuse liquide e 857.537 tonnellate di
rinfuse solide.

Movimento complessivo per tipologia di traffico (ton e var. %)



Tipologie di traffico  Ton  Var. %
2013/14
 Merci varie  19.627.679
+4,2%
 ...merce in contenitori 6.693.937  +1,7%
 ...merce in colli e numero 2.138.886  -4,3%
 ...…………merce su rotabili 10.794.856  +7,8%
 Merci in rinfusa 8.707.477  -4,5%
 …………………rinfuse liquide 7.849.940
 -6,2%
 ………………….rinfuse solide 857.537  +14,3%


A seguito degli andamenti registrati le merci su rotabili si confermano la più
importante modalità di traffico del porto di Livorno con un peso percentuale in
aumento rispetto al 2013 e pari al 38,1% sul totale movimentato. Confermano,
seppur in calo rispetto allo scorso anno, il proprio ruolo di secondo comparto del porto
le rinfuse liquide la cui quota percentuale è scesa al 27,7%. La quota percentuale della
merce containerizzata si è invece stabilizzata al 23,6 per cento come lo scorso anno.
In calo invece a seguito della flessione registrata quest’anno la quota percentuale
della merce in colli e numero che, è passata dal 7,8% del 2013 al 7,5% del 2014.
Crescono ancora, raggiungendo la soglia del 3% della movimentazione del porto le
rinfuse solide (nel 2012 erano al 2,3 per cento).




DETTAGLIO DELLE VARIE MODALITA’ DI TRASPORTO


Traffico Contenitori (TEUs)

Complessivamente, nel 2014 il porto di Livorno ha movimentato container per
577.471 TEU, realizzando una crescita del 3,3% rispetto all’anno precedente.
Variazioni positive sono state conseguite sia allo sbarco, che, con un volume di
293.203 TEU ha segnato un incremento del 5,3%, che all’imbarco, dove la crescita è
stata più contenuta, +1,3% sul 2013 totalizzando 284.268 TEU. Nonostante questa
fase di ripresa i volumi del porto si collocano ancora ben al di sotto del massimo
storico totalizzato nel 2008, pari a 778.864 TEU, circa 200 mila TEU in meno.
Il confronto dei volumi mensili movimentati dal porto nel 2014 evidenzia che, rispetto
al 2013, seppur anche nei mesi di gennaio, maggio ed agosto sono stati registrati
degli aumenti, è stato soprattutto negli ultimi mesi dell’anno (ottobre, novembre e
dicembre) che il movimento contenitori del porto è cresciuto in modo decisivo ed ha
determinato la crescita descritta. Nei mesi dell’ultimo trimestre dell’anno, la
movimentazione mensile dei contenitori del porto è risultata infatti ben superiore alla
media dell’anno (48.122 TEU) con volumi ben superiori ai 50.000 TEU. Il traffico
container del porto si è infatti attestato a 54.896 TEU nel mese di ottobre, 56.620 TEU
nel mese di novembre ed a 54.961 TEU nel mese di dicembre. Una decisa inversione
di tendenza che fa ben sperare per i traffici containerizzati del 2015 tenuto conto
anche del nuovo impulso registrato da un traffico storico del nostro porto, quello con
gli Stati Uniti, grazie al favorevole cambio euro-dollaro che favorisce l’export verso gli
USA ed al rinnovato interesse per la tratta transatlantica dei più importanti carriers
con nuovi servizi come quello della ZIM con la Hapag Lloyd.   

Movimento traffico contenitori (TEUs) – Anno 2014/2013



Tale trend si evidenzia chiaramente anche dall’analisi delle variazioni percentuali
trimestrali realizzate nel 2014 rispetto al 2013. Il grafico di seguito esposto mostra
chiaramente che sia lo sbarco che l’imbarco, hanno registrato soltanto nell’ultimo
trimestre dell’anno tassi di crescita a doppia cifra determinanti per i risultati descritti
mentre hanno subito una contrazione negli altri mesi dell’anno. Lo movimentazione di
contenitori allo sbarco nell’ultimo trimestre dell’anno è infatti cresciuta del 26,3%
rispetto all’anno precedente, mentre l’imbarco ha recuperato sul corrispondente
periodo del 2013 il 20,4%.

Movimento contenitori (TEUs) – Tassi di variazione % trimestrali su anno precedente

 

Un dato significativo relativo al traffico contenitori del 2014 che merita attenzione è
l’incidenza del trasbordo sui contenitori movimentati. La quota di transhipment, dopo
essere calata continuamente dall’8 per cento del 2010 al 4,8% del 2012, nonostante
la crescita del 2013 che consentì il raggiungimento di quota 5,7%, nel 2014 è
pressoché raddoppiata raggiungendo il 10% della movimentazione complessiva.
Tale crescita è da imputare essenzialmente al ritorno dal mese di ottobre della
compagnia armatoriale ZIM nel nostro porto dato che oltre ad ampliare la frequenza
ed i collegamenti con gli USA ha consentito di incrementare anche la possibilità di
accettare carico per Caraibi, West Africa e Middle East. La quota di trasbordo del porto
alla fine del periodo gennaio-settembre era infatti sempre pari al 5,7% come nel
2013.
Con la crescita delle operazioni di transhipment, risulta importante anche l’analisi del
traffico contenitori del porto al netto di quest’ultime. I volumi di container
movimentati dallo scalo nel 2014, al netto del trasbordo, hanno infatti totalizzato
complessivamente un decremento dell’1,5%.

Movimento traffico contenitori escluso transhipment (TEUs) – Anno 2014



In decrescita, rispetto al 2013, è risultato il traffico dei contenitori pieni, -2,1% in
totale, -0,4% allo sbarco e -3,4% all’imbarco. La contrazione dei contenitori pieni, pur
considerando che il porto di Livorno attualmente non ha più un servizio diretto da/per
il Far East-South East Asia da quando è stato sciolto il consorzio CYKH (Cosco, Yang-
Ming, K-Line ed Hanjin) e considerando che oggi tale mercato è quello più importante,
sembra che non sia stato influenzato dal buon andamento del commercio estero
Toscano. Le esportazioni toscane nel corso del 2014 sono infatti tornate a crescere ad
un ritmo decisamente superiore alla media nazionale ed alle principali regioni italiane
esportatrici grazie alla continua crescita del continente americano (USA, Canada e
Messico) ed all’ export dei prodotti intermedi (tessuto, cartario, chimica di base) e di
tutte le componenti del sistema moda (cuoio e pelletteria, calzature, abbigliamento e
maglieria), tradizionali mercati e traffici in imbarco del nostro porto.

Percentuali export/import traffico contenitori pieni – Anno 2014



I contenitori vuoti sono invece rimasti stazionari sui volumi del 2013 (+0,3%) anche
se, dalla distinzione tra movimentazione allo sbarco ed imbarco, possiamo notare che
hanno avuto andamenti completamente opposti. I contenitori vuoti allo sbarco sono
cresciuti dell’1,9% mentre quelli all’imbarco hanno subito una contrazione del 2,6%.
I contenitori pieni, seppur in calo, continuano a costituire oltre il 75% del movimento
contenitori del porto escluse le operazioni di trasbordo.

Traffico contenitori pieni/vuoti escluso transhipment (TEUs) – Anno 2014



L’analisi del traffico contenitori del porto per singoli terminal evidenzia che alla
crescita del settore hanno contribuito entrambi i due principali terminal contenitori del
porto, Tdt e Lorenzini & C. I loro volumi costituiscono ormai quasi il 95% della
movimentazione totale del porto mentre sia la Cilp che L.T.M. hanno chiuso anche
quest’anno in negativo continuando a perdere quote di traffico. Tra gli altri terminal,
in positivo è risultato anche la movimentazione dell’impresa Scotto & C. seppur per
volumi comunque inferiori ai 5.000 TEU.



Il Terminal Darsena Toscana ha chiuso il 2014 totalizzando 432.047 TEU con un
incremento dell’1,6% rispetto al 2013 grazie a volumi superiori ai 40.000 TEU mensili
registrati nei mesi di ottobre, novembre e dicembre. Alla fine del periodo gennaiosettembre
2014, rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, la
movimentazione complessiva del terminal era infatti in flessione anche nel 2014 del
5,3%. Il ritorno della compagnia israeliana Zim dal mese di ottobre che per lunghi
anni è stato uno dei principali clienti del nostro scalo e la decisione presa a fine estate
dalla compagnia tedesca Hapag-Lloyd di chiudere il suo collegamento feeder con La
Spezia per concentrare i suoi traffici su Livorno e Genova sono sicuramente le
principali novità che hanno consentito al terminal Tdt di raggiungere i risultati
descritti.

Movimento contenitori terminal Tdt e Lorenzini (TEU) - Tassi di variazione %
trimestrali anno 2014 su 2013



Il terminal Lorenzini è invece nuovamente tornato sopra la soglia dei 100 mila TEU ed
ha archiviato il 2014 con il proprio nuovo record storico in termini di volumi
movimentati, 114.393 TEU ed una crescita del 14,9% rispetto al 2013. Per il terminal
Lorenzini occorre notare che l’incremento è maturato in maniera costante durante
l’intero anno. Dal mese di aprile, rispetto all’anno precedente, la movimentazione
mensile è sempre risultata in aumento seppur solo dal mese di settembre sono stati
registrati tassi di crescita in doppia cifra. Per il terminal Lorenzini il 2014 è stato anche
un anno di cambiamento, con l’ingresso dalla fine dell’estate, della compagnia
armatoriale MSC nella compagine societaria.
In negativo anche nel 2014, come anticipato, sono invece risultati i volumi
movimentati dal terminal CILP, che sono scesi ad una movimentazione complessiva di
17.866 TEU con una flessione del 12,3% e quelli del terminal L.T.M. che passando da
10.376 TEU a 8.560 TEU sono diminuiti del 17,5%.
Le dinamiche dei volumi di contenitori registrate nel 2014 hanno leggermente
modificato il peso percentuale tra i vari terminal contenitori del porto. Il terminal Tdt è
sceso ad una quota percentuale del 74,8 per cento del totale movimentato (76,1% nel
2013) mentre il terminal Lorenzini è balzato al 19,8% (17,8% nel 2013). La quota
percentuale di movimentazione del terminal Cilp e L.T.M. sul totale del porto si sono
invece ulteriormente ridotte attestandosi rispettivamente al 3,1 per cento per la Cilp
(3,6% nel 2013) ed all’1,5% per L.T.M. (1,9% nel 2013).



RAFFRONTO CON GLI ALTRI PORTI (TEUs)

Nel 2014 il mercato mondiale del trasporto marittimo containerizzato è stato
caratterizzato da una nuova stagione di concentrazioni ed alleanze legate alla
riduzione dei costi ed alla ottimizzazione dei servizi. Nel mese di giugno le autorità
cinesi hanno negato alle tre più grandi compagnie, Maersk, MSC e CMA CGM, la
formazione dell’alleanza P3 che avrebbe completamente ristrutturato le linee ed i
servizi esistenti con la concentrazione su un numero inferiore di scali e servizi meno
frequenti. Dopo questa bocciatura dell’alleanza P3, Maersk e MSC hanno siglato nel
mese di luglio, con operatività da inizio 2015, una nuova alleanza decennale, costituita
sotto forma di Vessel Sharing Agreement (condivisione di flotte su servizi comuni di
trasporto marittimo) per le rotte transatlantiche ed Asia-Europa con servizi più diretti,
regolari e frequenti. A seguito di ciò è nato un altro accordo, denominato G6 che
comprende Nyk, Hapag-Lloyd, Oocl, Apl, Hyundai e Mol mentre l’allenza tra Cosco, KLine,
Yang-Ming e Hanjin si è allargata alla compagnia Evergreen formando l’acronimo
Ckyhe e Cma-Cgm, Uasc e China Shipping hanno formata il gruppo Ocean Three. Le
nuove alleanze, oltre ad una ristrutturazione dei servizi ha portato all’impiego di navi
sempre più grandi con lo spostamento nel Mediterraneo di alcune unità che prima
facevano scalo nei porti del Nord Europa. Ovvie le conseguenze del gigantismo navale
e delle grandi alleanze fra armatori sui porti che non sono in grado di accogliere
queste unità, come per Livorno e Napoli che a seguito dell’alleanza P3 erano stati
esclusi dai nuovi servizi programmati. Con l’aumento della capacità delle navi si va
infatti verso una maggiore selezione dei porti di cui hanno beneficiato in particolar
modo i porti di transhipment che nel 2014 sono tornati a crescere.
Il 2014 è stato inoltre caratterizzato dalla continua flessione dei prezzi del bunker che
ha raggiunto i minimi storici del 2009 con un prezzo medio che quest’anno si è ridotto
di oltre il 55% rispetto al 2013. I prezzi bassi del bunker permettono agli armatori un
risparmio di circa 9.000 dollari al giorno (fonte Bimco) che potrebbe spingerli a far
viaggiare le navi ad una velocità maggiore, rendendo così le navi disponibili più
rapidamente ed aumentando di conseguenza la concorrenza per i carichi. Attualmente non sembra che le compagnie abbiano intenzione di rinunciare allo slow steaming
(riduzione della velocità delle navi per risparmiare carburante) dato che il problema
principale del settore è proprio l’eccesso di stiva che determina tariffe di nolo molto
basse. Ogni risparmio realizzato mediante l’accelerazione della velocità-nave sarebbe
infatti probabilmente annullato da noli più bassi.
Per quanto riguarda l’andamento dei principali porti italiani possiamo evidenziare che
nel 2014 due scali hanno stabilito il proprio nuovo record annuale di traffico
contenitori. Il porto di Genova ha raggiunto 2.172.944 TEU, in crescita del 9,3%
rispetto al 2013, mentre lo scalo di Trieste ha chiuso il 2014 con 506.007 TEU ed un
aumento del 10,3% rispetto all’anno precedente. Nello scalo ligure il risultato è stato
raggiunto grazie al progresso del traffico di contenitori pieni +12,7% (i contenitori
vuoti sono invece diminuiti dell’1,7%), mentre per quanto riguarda Trieste il 2014 è
stato il quarto anno consecutivo di incremento tanto che dal 2010 l’aumento
complessivo è dell’80%.
La Spezia ha invece confermato i volumi dello scorso anno con oltre 1,3 milioni di TEU
movimentati che l’ente portuale ritiene particolarmente importanti considerate le
persistenti difficoltà economiche dell’Italia e dei mercati nord africani, paesi
quest’ultimi con i quali ha tradizionali e consistenti rapporti commerciali. In positivo
anche il porto di Savona-Vado che ha totalizzato una movimentazione container pari a
81.755 TEU (+5%) mentre in leggera flessione è risultato il porto di Ravenna con
222.548 TEU (-1,9%) seppur la diminuzione sia da attribuirsi interamente ai
contenitori vuoti che sono calati del 7,1% mentre tra i pieni è stata riscontrata una
sostanziale stabilità.
Tra i principali porti italiani di transhipment nel 2014, lo scalo di Gioia Tauro ha
conseguito un decremento del 3,8% con quasi 3 milioni di TEU che è stato
determinato dal rallentamento estivo relativo al cambio del sistema informatico ed alla
temporanea interruzione delle attività legate al transito di un carico di armi chimiche
provenienti dalla Siria, mentre stabile è rimasto il traffico presso il porto di Cagliari. In
ulteriore drammatico calo anche quest’anno il porto di Taranto che dopo l’abbandono
dell’Evergreen nel 2012 ed il forzato rinvio dei lavori di dragaggio e riadeguamento del
terminal contenitori ha perso il 26% anche quest’anno.


Anno 2014 – Traffico contenitori per porti (TEUs e var. %)


Tra gli altri scali internazionali, i porti spagnoli nel loro insieme nel 2014 hanno
movimentato un traffico container record pari a 14,2 milioni di TEU ed un incremento
percentuale del 2,2 per cento sul 2013. Tra i principali scali del Mediterraneo
Occidentale, hanno fatto registrare valori positivi sia lo scalo di transhipment di
Algeciras che con una crescita di quasi il 5% ha raggiunto un nuovo record con 4,5
milioni di contenitori, mentre Valencia, Barcellona e Tarragona hanno archiviato il
2014 con una progressione rispettivamente del 2,6%, del 10,2% e dello 0,7%. Lo
scalo di Algeciras ha mantenuto nel 2014 il primato di primo porto spagnolo per
traffico contenitori.
Anche il porto di Marsiglia con una crescita abbastanza sostenuta (+7%), ha superato
anche quest’anno la soglia del milione di TEU (1.173.919 TEU) grazie al buon
andamento registrato nei due terminal di Fos, responsabili del 90% dei traffici
container del porto, che sono cresciuti del 10%.


Merce in contenitori (ton)

Dati consuntivi positivi anche per la merce in contenitori che, espressa in tonnellate,
ha totalizzato nel 2014 6.693.937 tonnellate pari ad un incremento percentuale
dell’1,7%. Determinante ai fini del risultato, così come per l’andamento dei contenitori
espressi in TEU, l’aumento registrato allo sbarco che ha fatto registrare una variazione
percentuale positiva del 4,7% mentre all’imbarco la merce in contenitori è risultata in
flessione dell’1,1% rispetto a quanto registrato nel 2013.
A seguito dell’andamento descritto, distinguendo tra sbarchi ed imbarchi, possiamo
rilevare che la merce containerizzata allo sbarco ha recuperato altri punti percentuali
passando dal 45% del totale del 2012 al 49% dello scorso anno. La merce in
contenitori in imbarco è viceversa passata dal 55% del 2012 al 51% del 2014.

Anno 2014 - Merce in contenitori imbarco/sbarco (valori %)
 


Tra la merce sbarcata/imbarcata in contenitori la tabella di seguito esposta individua
le principali categorie merceologiche che sono state movimentate dal porto. In import,
carta e cartone (12,8%), pelli e cuoio (8,8%), legno (7,9%), frutta (5,6%) e rame
(4,7%) sono le principali merci per tonnellate movimentate in contenitore mentre in
export le principali categorie sono risultate le piastrelle (11,4%), vino (11,15%), ricambi autoveicoli (3%), marmo e pietre lavorate (2,65%), ecc.

Anno 2014 – Top commodity - (valori %)


 

Merci in Colli e Numero (ton)

DNuova contrazione dei traffici per il settore della merce in break-bulk o colli e numero
nel 2014. Le merci del comparto complessivamente movimentate, tra sbarco ed
imbarco, sono state oltre 2,1 milioni di tonnellate con un decremento rispetto al 2013
del 4,3% (circa 100 mila tonnellate). La flessione ha interessato sia lo sbarco (-3,9%)
che l’imbarco (-6,7%). Deve essere tuttavia evidenziato che è stata soprattutto la
merce in import a determinare tale risultato. In termini di tonnellate infatti, rispetto
allo scorso anno, sono state sbarcate circa 76 mila ton in meno mentre all’imbarco
sono mancate soltanto 20 mila tonnellate. Distinguendo tra sbarchi ed imbarchi
possiamo rilevare come di consueto che quasi l’87 per cento del totale movimentato è
costituito dalla merce in sbarco mentre il restante 13% è la quota percentuale di
quella in imbarco.


Anno 2014 – Merce in colli e numero per traffici (var. %)


L’analisi dell’andamento registrato dalle singole categorie merceologiche evidenzia che
risultati positivi, in termini di tonnellate movimentate, sono stati registrati unicamente
dalle auto nuove (+6%) e dai macchinari (+5,8%). I volumi positivi di queste due
tipologie di traffico non sono state tuttavia sufficienti a fronteggiare il calo rilevato per
i prodotti forestali (-3,3%) che hanno tuttavia mantenuto una movimentazione
complessiva di quasi 1,4 milioni di ton e costituiscono sempre la prima categoria del
comparto per volumi movimentati (65%). In deciso calo è risultata anche la
movimentazione di rame e metalli semilavorati (-31,8%) e l’impiantistica/project cargo (-2,5%), rispettivamente terzo e quinto settore per importanza del comparto.
Per il project-cargo il calo è stato generato unicamente dallo sbarco, mentre l’imbarco,
da sempre specializzazione del nostro porto per spedizioni eccezionali (grande
carpenteria, turbine, ecc…), è cresciuto anche nel 2014 e buone prospettive di
incremento sono attese nel 2015 con l’acquisizione di un cliente importante come la
Dalmine da parte del terminal Lorenzini per la movimentazione di tubi.
Pressoché stazionaria, in termini di volumi movimentati, invece il traffico dei ro/ro no
rotabili (trattori, escavatori, veicoli usati…) con una leggera flessione inferiore all’1%.
Per quanto concerne invece il traffico di auto nuove espresso in unità possiamo
rilevare che lo scorso anno, dopo 2 anni consecutivi di pesant , -23,6% nel 2012 e -
2,3% nel 2013, il porto è tornato nuovamente a crescere con una movimentazione
complessiva di 388.031 unità (di cui 308.119 in sbarco) in aumento dell’11,5%
rispetto al 2013.
Seppur la movimentazione complessiva del porto è sempre lontana dai ragguardevoli
volumi degli anni passati di oltre 500.000 unità, l’andamento registrato è un segnale
incoraggiante per il settore considerando quanto la crisi economica del Vecchio
Continente ha inciso sui livelli di vendita in Europa ridimensionando la domanda di
trasporto. Anche il mercato nazionale dell’auto è tornato a muoversi grazie al
miglioramento della fiducia dei consumatori ed ha registrato nel 2014 un incremento
delle immatricolazione di auto nuove del 4,2%.
Il grafico sottoesposto evidenzia il trend descritto delle auto nuove immatricolate in
Italia e di quelle movimentate dal porto di Livorno.

Traffico auto nuove e numero immatricolazioni  Italia
(Serie storica 2007-2014)




L’andamento mensile registrato nel 2014 se confrontato con quanto accaduto nei
corrispondenti periodi dell’anno precedente mostra come si evince dal grafico
sottoesposto un andamento altalenante ma caratterizzato soprattutto da variazioni
estremamente positive che hanno toccato nel mese di novembre il massimo
incremento (+48,1%), con una movimentazione quasi doppia. Lo sbarco/imbarco di
auto nuove dello scalo è infatti risultato in decrescita rispetto a quanto rilevato nel
2013 soltanto nei mesi di gennaio, aprile luglio ed agosto.

Anno 2014/13 - Traffico auto nuove mensile e var. % mensili su anno precedente
 


Rotabili e RO/RO (mezzi, metri lineari e ton)

Torna a crescere anche nel 2014, il traffico rotabile di mezzi commerciali che, grazie
ad un’ottima performance (+7%), si attesta ad una movimentazione complessiva di
329.386 unità ed un incremento nominale di 21.450 mezzi sbarcati/imbarcati sul
2013. Alla chiusura in positivo ha contribuito sia la movimentazione dei mezzi
commerciali in sbarco che, ha totalizzato 161.489 unità ed è risultata in crescita del
6,1%, che quella in imbarco, che ha chiuso il 2014 con un ammontare complessivo di
167.897 mezzi (+7,8%).
Con la crescita conseguita anche nel 2014, il traffico rotabile ha ormai recuperato
quasi interamente i valori pre-crisi del 2008 e si è confermato il principale traffico del
porto. Rispetto al 2008 il settore risulta infatti in calo solamente del 5,7% con una
movimentazione complessiva più bassa di neanche 20 mila mezzi.

Traffico rotabile mezzi commerciali (Anni 2008-2014, unità)
 


Il comparto ha conseguito durante l’intero anno variazioni mensili positive rispetto a
quanto registrato lo scorso anno con tassi di crescita particolarmente elevati e ben
oltre l’incremento annuo del 7% nei mesi di febbraio, marzo, maggio, agosto e
novembre.

Anno 2014 – Traffico rotabile mezzi commerciali (var. % mensili su anno preced.te)
 


L’analisi dei volumi per singoli collegamenti evidenzia che è stato esclusivamente il
traffico di rotabili da/per la Spagna a determinare il trend descritto. Rispetto al 2013,
il numero di mezzi commerciali sbarcati/imbarcati dal porto di Livorno con
provenienza e/o destinazione Spagna è infatti cresciuto del 50% ed oggi costituisce
oltre il 25% dei volumi del porto per questa tipologia di traffico.
In negativo sono invece risultati tutti i traffici da/per le altre destinazioni. I mezzi
movimentati da/per la Sardegna sono infatti calati del 2,9%, quelli da/per la Sicilia del
2%, la Corsica del 12% mentre la Tunisia ha registrato una flessione del 6,4 per
cento. A seguito del trend registrato la Sardegna resta, seppur in calo, la principale
provenienza e destinazione del traffico rotabile con una quota percentuale del 49%
(nel 2013 era al 53,7%).
La decisione del principale operatore nazionale nel traffico ro/ro, il gruppo armatoriale
Grimaldi di raddoppiare il numero delle navi che scalano il nostro porto potenziando il
collegamento Livorno-Savona-Valencia dal mese di febbraio fino a renderlo pressoché
giornaliero, è stato ovviamente determinante ai fini degli andamenti sopra descritti.
Una buona notizia per i traffici futuri è stata inoltre la decisione sempre del gruppo
armatoriale Grimaldi di entrare nella gestione del terminal Sintermar Spa con una
quota del 25%. Tale iniziativa, significa infatti che il porto di Livorno è ritenuto uno
scalo strategico, sia per le autostrade del mare che per il traffico di veicoli nuovi che
fa ben sperare per un ulteriore sviluppo dei traffici oltre alla fidelizzazione nel nostro
scalo di un importante operatore.
Nel 2014, seppur limitato al periodo estivo, il gruppo di imprenditori del Nord
Sardegna denominato “Go In Sardinia” ha nuovamente offerto un servizio di linea
Livorno-Olbia/Arbatax con biglietti low-cost che anche quest’anno è stato però
bruscamente interrotto per problemi tecnici alla nave noleggiata.
Sui servizi di linea ro/ro regolari nel 2014 sono stati tuttavia movimentati 326.127
mezzi di cui 255.243 semirimorchi (+8,4) e 70.884 mezzi guidati (-1,2%).
In termini di metri lineari il traffico rotabile è stato invece pari a 4.097.453 ml
(+8,7%) mentre le tonnellate equivalenti del traffico rotabile nel suo complesso sono risultate 10.794.856 in aumento dell’7,8 per cento, di cui 7,8% allo sbarco e 7,7% all'imbaco.


Rinfuse Liquide (ton)

Dati di traffico consuntivi negativi sono stati invece registrati nel 2014 per il settore
delle rinfuse liquide che, con una movimentazione complessiva di 7.849.940 ton, è
risultato in diminuzione di oltre il 6%. Dopo 2 anni di ripresa, il comparto si è
nuovamente attestato a valori di traffico inferiori agli 8 milioni, con una contrazione,
rispetto al 2013, sia allo sbarco (-4,9%) che all’imbarco (-10,2%). L’andamento
descritto è in linea con quello registrato dai consumi petroliferi italiani che, anche nel
2014, sono risultati in calo del 4,4% ritornando ai livelli di metà degli anni ’60 e la
crisi significativa della raffinazione europea che, oltre al calo della domanda interna,
ha dovuto anche fronteggiare la crescente competizione dei produttori extra-UE. Per
tali motivi, nel mese di luglio, anche per la raffineria di Livorno si era infatti
prospettata una prossima chiusura o trasformazione in deposito a causa di questo
eccesso di capacità produttiva.

Andamento rinfuse liquide (Anno 2004-2014, ton)  



In termini di traffici, nel corso del 2014, tutte le imprese del comparto hanno avuto
una flessione dei volumi movimentati rispetto allo scorso anno: l’Eni (-8%) che
rappresenta il 78% della movimentazione complessiva del porto, Costiero Gas Livorno
(-10%), Neri Depositi Costieri (-18,3%), Depositi Costieri del Tirreno (-1,6%), Styron
(-5,6%). In aumento sono invece risultati i quantitativi movimentati dai Costieri
D’Alesio (+25,3%).
Anche l’analisi per tipologia merceologica evidenzia nel 2014 trend in diminuzione per
tutti i vari prodotti movimentati. In flessione sono risultati lo sbarco del petrolio
greggio (-5%), la movimentazione dei prodotti raffinati (-7% complessivamente, -
12,3% all’imbarco), il G.P.L. propano (-10,7%) ed i prodotti chimici (-18,6%). L’unico
dato positivo è stato invece rilevato dalle altre rinfuse liquide (oli vegetali, biodiesel,
metanolo ..) che sono risultate in crescita del 6% seppur rappresentano soltanto il
6,6% del comparto.

Rinfuse Solide (ton)

DDati di consuntivo molto positivi anche nel 2014 per il comparto delle rinfuse solide
che, per il secondo anno consecutivo ha fatto registrare la migliore performance
percentuale tra le varie tipologie di traffico del porto. Lo scorso anno la
movimentazione complessiva del settore si è attestata a 857.537 ton con un
incremento percentuale sul 2013 del 14,3%. In aumento sono risultati sia i carichi
secchi in sbarco (+15,2%) che continuano a costituire circa l’85% del traffico del
settore, che quelli in imbarco (+9,3%) ben stabili sopra alle 100 mila ton di
movimentazione. Solo il traffico di cippato in imbarco, destinato all’alimentazione delle
centrali elettriche ad integrazione del classico carbone, nel 2014 ha quasi raggiunto le
115 mila tonnellate.
Il grafico di seguito esposta mostra l’andamento del comparto e le dinamiche
registrate sia in sbarco che in imbarco negli ultimi 10 anni.

Andamento rinfuse solide (Anno 2004-2014, ton)  



Tra le varie tipologie di traffico movimentate hanno registrato risultati particolarmente
positivi i minerali grezzi in sbarco (argilla, bentonite, sabbie siliciee, di zirconio….) che
sono cresciuti del 46% a conferma di una ripresa di un traffico storico del porto, quello
dei materiali di base per l’edilizia e le piastrelle che costituiscono quasi il 43 per cento
della movimentazione del settore.
Risultati positivi sono stati conseguiti anche nello sbarco/imbarco dei cereali (+4,7%)
che, per volumi movimentati costituiscono la seconda tipologia del comparto (25,4%).
Volumi in crescita anche nella movimentazione del carbone (+9%) e dei prodotti
metallurgici (8,2%), mentre in flessione sono risultati i fertilizzanti ed i prodotti
chimici.


Traffico traghetti (passeggeri)

Anche nel 2014, come accaduto lo scorso anno, il movimento dei passeggeri traghetti
si è chiuso con un moderato aumento del 3,1%, per un totale di 1.878.057 unità.
L’aumento, rispetto al 2013, è stato di 56.747 unità e fa ben sperare in una conferma
del nuovo trend positivo iniziato nel 2013. Il grafico di seguito esposto mostra
l’andamento descritto dal settore.



Traffico passeggeri (serie storica 1995-2014, unità)  
 


Nel 2014 sono cresciute anche le auto al seguito dei passeggeri (+3,3%), le moto
(+2%), i camper/roulettes (+20%) mentre sono calati i bus turistici (-17%).
In termini assoluti dal porto di Livorno nel 2014 si sono sbarcati/imbarcati 578.868
auto, 41.027 moto, 37.243 camper/roulettes e 1.825 bus turistici.
Da segnalare che anche nel 2014 il consorzio GoinSardinia ha ripreso il collegamento
estivo low cost, dal mese di giugno ad agosto, tra il nostro porto e la Sardegna con 5
corse settimanali per Olbia ed una per il porto Arbatax. L’esperienza è stata tuttavia
interrotta anche quest’anno, nonostante un eccellente riscontro di utenza, a causa di
una avaria alla nave.

Traffico passeggeri per principali tratte (Anno 2013/2014, unità)

 

L’analisi per singole tratte mostra che i passeggeri sbarcati/imbarcati per i servizi di
linea da/per Olbia e per Bastia nel 2014 sono cresciuti, rispetto all’anno precedente,
rispettivamente del 10,8 e dello 0,8 per cento. In calo invece quelli con destinazione
Golfo Aranci (-5,5%), e quelli sbarcati/imbarcati sulla Livorno–Spagna/Marocco (-
8,7%). A seguito dell’andamento registrato le principali destinazioni, restano
ovviamente Sardegna e Corsica con quote percentuali del 66,4% e del 28% mentre
Capraia/Gorgona e Spagna hanno quasi dimezzato il loro peso percentuale passando
dal 5,7% del 2013 al 3,1% del 2014.

Traffico crocieristico (passeggeri e navi)

Anche nel 2014 per il porto di Livorno il traffico crocieristico si è chiuso con una netta
variazione negativa dopo il -29% del 2013, che ha portato il totale dei crocieristi
transitati dalle banchine a quota 626.356 unità, con una flessione di oltre 110.160
crocieristi e 79 toccate nave. In termini percentuali il calo rispetto al 2013 è stato del
15% per i crocieristi e del 18,8% per gli scali delle navi da crociera. Nel 2014 le
toccate nave sono state appena 341 contro le 420 del 2013.
Per il secondo anno consecutivo e per la prima volta il porto di Livorno ha dunque
registrato un decremento del traffico crocieristico che hanno portato lo scalo ad
assestarsi su numeri prossimi a quelli registrati nel 2006 dopo anni di crescita
continua.



Da evidenziare tuttavia che mentre lo scorso anno il calo non aveva avuto analoga
tendenza negli altri principali scali italiani ed era stato determinato dalle decisione di
alcuni armatori (Royal Caribbean, Costa Crociere, MSC, Iberos Cruceros) di trasferire
alcune delle loro navi con previsto scalo a Livorno al vicino porto di La Spezia, il tasso
di crescita del traffico crocieristico nel 2014 è risultato in flessione sia nel
Mediterraneo che nei porti italiani.
Secondo le ultime stime, nel 2014 nei porti italiani il decremento in termini di
passeggeri movimentati si dovrebbe esser attestato ad un meno 9,9% mentre le
toccate navi dovrebbero esser calate dell’11,5%. La contrazione dell’attività
crocieristica nel 2014 è ovviamente da attribuire soprattutto alla diversificazione degli
itinerari, in aree extraeuropee, a seguito dell’instabilità della sponda sud del
Mediterraneo nonché agli effetti della crisi economica.
Il grafico sottoesposto consente di leggere in termini assoluti il confronto mensile tra il
2013 ed il 2014. Dal confronto degli istogrammi emerge chiaramente come il risultato
negativo sia stato generato dalle riduzioni registrate a partire dal mese di maggio ed
in gran parte nei mesi di maggio, agosto ed ottobre.

 

Andamento mensile del traffico crocieristico (Anno 2014/13 - unità)



Come nel 2013, anche lo scorso anno il numero dei crocieristi sbarcati/imbarcati nel
porto di Livorno a seguito dell’assenza di MSC Crociere si sono ulteriormente ridotti,
tanto che quest’anno hanno appena raggiunto le 2.000 unità.

Crocieristi   2014 2013
 Sbarcati  1.063  2.456
 Imbarcati  1.025 2.535
 In transito  624.268 731.525
 Totale  626.356 736.516

Le previsioni per il 2015 lasciano tuttavia intravedere un nuovo anno positivo con una
nuova crescita del numero di crocieristi. In questa direzione è la recente la firma
dell’accordo di collaborazione con il gruppo Carnival della durata di 5 anni che riguarda
tutti i brand americani ed europei dell’armatore (P&O, Princess, Holland America,
Aida, Carnival e Costa) che prevede per quest’anno 127 scali, oltre al ritorno della
compagnia Pullmantur Cruises (gruppo Royal Caribbean).
Nonostante la flessione degli scali nel 2014 la stazza lorda media per nave è tornata
nuovamente a crescere (dalle 66.884 ton del 2013 siamo passati a 67.888 ton del
2014) mentre si sono ridotte le toccate delle navi di lunghezza superiore ai 250 ed ai
300 metri. Rispetto allo scorso anno sono infatti diminuite, passando da 175 a 214
unità le prime mentre quelle di lunghezza superiore ai 300 metri sono rimaste
pressoché invariate (59 nel 2013, 58 nel 2014). Le navi da crociera con lunghezza
superiore ai 250 metri costituiscono sempre il 51% delle navi da crociera che scalano
il porto di Livorno.

 

La riduzione di scali delle navi da crociera rispetto al 2013 ha permesso lo scorso anno
un maggior utilizzo degli accosti presso il porto passeggeri che sono risultati in calo
soltanto di 6 toccate nave, mentre il numero di scali presso gli accosti del porto
commerciale sono calati di 73 toccate nave. Tra quest’ultimi ormeggi è stata registrata
la seguente dinamica: Molo Italia (-60 navi), Alto Fondale (-7 navi) e Darsena Toscana
alla Calata Lucca (-6 navi). Gli scali di navi da crociera presso accosti del porto
passeggeri sono così passati dal 33,8 al 40 per cento degli ormeggi totali.   


Movimento navi (unità, ton)

Il movimento navi del porto nel 2014 è risultato nuovamente in flessione in linea con
quanto registrato negli ultimi anni. In calo sono risultate sia le navi arrivate (-4,1%),
che quelle ormeggiate (-1,7). Complessivamente nel 2014 hanno ormeggiato in porto
6.326 navi, 110 unità in meno rispetto al 2013, con una diminuzione in termini di
stazza lorda complessiva di quasi 7,5 milioni di tonnellate, mentre la stazza media per
nave arrivata è tornata sopra le 24 mila tonnellate (+1,7%).
Tra le varie tipologie di navi, una pesante contrazione è stata registrata nel comparto
dei passeggeri con una riduzione di ben 79 scali per le navi da crociera (-18,8%) e di
166 per i traghetti passeggeri (-6,7%). Complessivamente il comparto è risultato in
calo dell’8,4 per cento in termini di navi ormeggiate e di oltre 9,7 milioni di tonnellate
di stazza lorda. Nel 2014 sono risultate in calo anche le navi adibite al trasporto di
rinfuse liquide (-71 unità) e le navi general cargo (-26 unità) che, in termini
percentuali, costituiscono rispettivamente un -11,3% ed un -2,9% degli arrivi nave.
Per entrambe queste tipologie di navi possiamo tuttavia osservare che nonostante la
diminuzione degli scali la stazza lorda complessiva è aumentata tanto che la stazza media per nave è passata dal 2013 al 2014 da 13.553 a 15.438 tonnellate per le
cisterne, gasiere e chimichiere e da 24.334 a 25.257 tonnellate per le navi general
cargo.
Numeri in positivo sono stati invece registrati, rispetto al 2013, per le navi ro-ro cargo
(+177 unità), per le navi portacontenitori (+45 unità) e per le navi adibite al trasporto
di rinfuse secche (+10 unità) che, in termini percentuali sono pari rispettivamente ad
un più 6,3, 16,5 e 5,7 per cento.
Per il settore contenitori da notare che nonostante l’aumento del numero di scali la
stazza lorda complessiva delle navi si è leggermente ridotta (-50.215 ton). La stazza
media per nave sia lorda che netta di questo comparto nel 2014 è infatti risultata in
calo passando da 31.592 a 29.825 ton la prima e da 15.750 a 15.471 la seconda.
A seguito delle dinamiche descritte, nella distribuzione delle navi per tipologia e
numero di unità arrivate, rispetto a quanto rilevato lo scorso anno, si è ridotta la
quota percentuale delle navi dedicate al trasporto passeggeri (traghetti e crociere) che
è scesa al 42% (45% nel 2013) e quella delle tankers passate dal 10% al 9%. In
aumento invece, rispetto al 2013, il peso percentuale delle navi general cargo (da
43% a 46%) e delle navi adibite al trasporto di rinfuse solide cresciute di un punto
percentuale (2% nel 2013, 3% nel 2014).


 


Rispetto a quanto rilevato lo scorso anno, per le navi fullcontainer possiamo
evidenziare che il maggior numero di scali si è distribuito tra le varie classi di capacità
di carico nominale come da tabella riportata. Consistenti aumenti sono stati registrati
per le navi con una Teu capacity compresa tra 4.000 e 5.000 Teus (+32 unità) e per
quelle con capacità compresa tra 1.000 e 1.499 Teus (+30 unità).
 

 

Nel 2014 sono invece risultate in calo gli scali complessivi delle portacontainer con
capacità superiori ai 5.100 Teu (-10 unità) ma mentre nel 2013 tra le navi che
avevano scalato il porto di Livorno la massima capacità di carico nominale era stata
5.919 Teu per n.3 scali, nel 2014 ci sono stati n.7 scali di navi con una capacità di
carico nominale pari a 6.750 Teu. Le navi, sono tutte navi della compagnia
armatoriale MSC.
Tra le varie classi, il più alto numero di scali anche nel 2014 è stato tuttavia
mantenuto dalle navi con capacità di carico 2000-2999 Teu con una quota percentuale
del 22% (nel 2013 era 21,2%).
Gli andamenti in atto nel trasporto containerizzato che, allo scopo di razionalizzare i
servizi e ridurre i costi, hanno portato gli armatori a consolidarsi con l’impiego di navi
sempre più grandi è confermato anche dal grafico sottoesposto. Nella distribuzione
delle navi portacontenitori per classi di stazza, nel 2014 per la prima volta il porto è
stato scalato da una nave con una stazza lorda superiore alle 80.000 ton (la M/n
Maersk Kimi). A tal proposito possiamo ricordare che nel 2010 il porto fu scalato per la
prima volta da n.15 navi con stazza lorda superiore alle 70.000 ton a seguito
dell’introduzione di navi di maggiori dimensioni e capacità di carico nel servizio da/per
il Far East dal consorzio Cosco, Yang-Ming, K-Line ed Hanjin. Dopo appena 5 anni
possiamo evidenziare che la navi portacontainer con stazza lorda superiore alle
70.000 ton sono più che raddoppiate, passando dalle n.15 unità del 2010 alle n.31
unità del 2014.