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PORTO DI LIVORNO
MOVIMENTO MERCI
Anno 2013

Il consuntivo dei dati 2013 del porto di Livorno presenta nel suo complesso dati positivi per tutti i principali indicatori di traffico delineando una generale ripresa dei traffici portuali.

MOVIMENTO GENERALE

Le statistiche relative al 2013, se confrontate con quelle dell’anno precedente, mostrano infatti valori positivi per tutti gli indicatori di traffico con l’eccezione del numero di crocieristi transitati e del numero di auto nuove movimentate. Dopo un 2012 che fu contrassegnato dal segno negativo per quasi tutti i settori tornano dunque in attivo i traffici dello scalo.
Nel 2013 sono tornati a crescere, registrando positivi incrementi, la movimentazione complessiva dello scalo in tonnellate (+2%), il numero dei TEUs (+1,8%), il traffico dei rotabili (+1,4%), il traffico passeggeri dei traghetti (+3%) ed il numero delle navi arrivate (+3,4%). Il 2013 si è invece chiuso all’insegna del decremento per il traffico crocieristico che, dopo aver raggiunto il massimo storico lo scorso anno superando per la prima volta la soglia di un 1 milione di unità, quest’anno ha subito un calo in doppia cifra (-29%). Valori negativi sono stati infine registrati anche per le auto nuove in sbarco/imbarco (-2,3%).

 

I risultati conseguiti, seppur incoraggianti, non devono tuttavia indurre a facili ottimismi dato che gli aumenti rilevati non hanno consentito il recupero dei volumi persi lo scorso anno ed anche i livelli post-crisi, che furono raggiunti dallo scalo nel 2009 dopo una contrazione significativa che interessò quasi tutte le tipologie di traffico, non sono stati ancora recuperati.
Dal confronto dei risultati conseguiti nel 2013 con quelli del 2009 post-crisi emerge infatti un quadro negativo con variazioni in flessione per tutti gli indicatori di traffico con la sola eccezione della movimentazione complessiva del porto (+4,4%). Rispetto ai volumi del porto del 2009 risultano sempre in negativo il numero dei TEUs (-5,6%), i mezzi rotabili sbarcati/imbarcati (-1,4%), i crocieristi (-7,4%), il traffico passeggeri traghetti (-26,2%), le auto nuove di fabbrica (-25%) ed il numero delle navi arrivate (-10%). Il porto di Livorno paga dunque una crescita più bassa di quella di altri scali nazionali e non che l’hanno portato ad una graduale perdita di quote di mercato anche in tipologie di traffico che sono state da sempre punto di forza dello scalo.

 

L’analisi dei dati mensili per la movimentazione complessiva dello scalo mostra tuttavia che, a partire dal 2013 è stato invertito quel trend negativo che si era progressivamente accentuato nel corso del 2012.

Variazione % su trimestre corrispondente anno precedente


Le variazioni trimestrali registrate durante l’anno confrontate con i corrispondenti trimestri del 2012 evidenziano infatti valori positivi durante tutto l’anno seppur con ritmi di crescita contenuti. Alla variazione percentuale del 2,4% conseguita nel I trimestre si sono susseguiti valori positivi del 5,6% nel II trimestre, del 4,2% nel III e del 3,6% nell’ultima parte dell’anno.

Il porto di Livorno ha archiviato il 2013 con una movimentazione complessiva delle merci pari a 27.952.887 tonnellate con un incremento dei volumi dello scorso anno di oltre 500 mila tonnellate pari ad una variazione percentuale positiva del 2%. In crescita sia la merce in sbarco che quella in imbarco che, attestandosi rispettivamente a 16.932.604 e 11.020.283 tonnellate, sono risultate in progresso del 2,86 e del 0,59 per cento.

Anno 2013/12 - Variazioni percentuali per tipologia di traffico


Tutti i settori di traffico hanno registrato risultati positivi con aumenti più o meno consistenti. Tra tutti emerge la crescita a doppia cifra conseguita della rinfuse solide che attestandosi ad oltre 750 mila tonnellate è cresciuta del 17,5% rispetto a quanto rilevato nel 2012. Dati statistici positivi sono stati poi rilevati per il comparto delle rinfuse liquide (+0,7%), per la merce in contenitore (+1,4%), per quella su rotabili (+1,9%) e per la merce in colli e numero (+4,3%).
L’analisi per macrocategoria indica un aumento del 2% nel settore delle merci varie e dell’1,9% per le merci in rinfusa.
Nel dettaglio, possiamo rilevare per il settore delle merci varie un traffico di quasi 19 milioni di tonnellate di cui oltre 6,5 milioni di tonnellate di merci containerizzate, oltre 10 milioni di tonnellate di traffico rotabile mentre le altre merci varie hanno totalizzato 2,2 milioni di tonnellate.
Il settore della merce in rinfusa ha invece chiuso il 2013 con un traffico complessivo di oltre 9 milioni di tonnellate di cui 8.367.891 tonnellate di rinfuse liquide e 750.447 tonnellate di rinfuse solide.

Movimento complessivo per tipologia di traffico (ton e var. %)


A seguito degli andamenti registrati le merci su rotabili si confermano la più importante modalità di traffico del porto di Livorno con un peso percentuale invariato rispetto al 2012 pari al 35,8% sul totale movimentato. Confermano, seppur in leggero calo rispetto allo scorso anno, il proprio ruolo di secondo comparto del porto le rinfuse liquide la cui quota percentuale scende nuovamente sotto il 30 per cento al 29,9%. Pressoché stazionaria anche la quota percentuale della merce containerizzata che è passata dal 23,7 del 2012 al 23,6 per cento di quest’anno. In aumento invece a seguito degli incrementi di volumi realizzati le quote percentuali della merce in colli e numero e dellle rinfuse solide che si sono attestate all’8 ed al 2,7 per cento del traffico complessivo del porto (nel 2012 erano rispettivamente al 7,8 ed al 2,3 per cento).

 

DETTAGLIO DELLE VARIE MODALITA’ DI TRASPORTO

Traffico Contenitori (TEUs)

Dopo la pesante contrazione registrata lo scorso anno (-13,9%), il traffico contenitori del porto di Livorno nel 2013 si è attestato a 559.180 TEUs realizzando un incremento percentuale dell’1,8%. In aumento è risultata sia la movimentazione in sbarco (+2,3%) che quella in imbarco (+1,4%). Nonostante l’andamento positivo rilevato, il porto in termini di movimento container, rimane tuttavia a valori di poco superiori a quelli del 2002 evidenziando una chiara difficoltà a recuperare i volumi movimentati negli anni precedenti la crisi del 2009. Rispetto al massimo storico totalizzato nel 2008 (778.864 TEUs) il porto oggi movimenta circa 220 mila TEUs in meno oltre un terzo del totale.

Movimento traffico contenitori (TEUs) – Anno 2002/2013

I risultati realizzati sono stati determinati dalla movimentazione registrata nei mesi centrali dell’anno infatti maggiori e crescenti volumi sono stati conseguiti, sia allo sbarco che all’imbarco, rispetto allo scorso anno, nel II e III trimestre.

Movimento contenitori (TEUs) – Tassi di variazione % trimestrali su anno precedente

L’analisi per tipologia dei contenitori movimentati mostra che a determinare l’incremento totale (+1,8%) sono stati soprattutto i contenitori vuoti cresciuti del 3,3 per cento, mentre quelli pieni sono rimasti stazionari sui volumi del 2012 (+0,2%). La distinzione tra movimentazione allo sbarco e imbarco evidenzia inoltre che contenitori pieni e vuoti hanno avuto andamenti completamente opposti. Tra i contenitori pieni sono infatti risultati in decremento quelli all’imbarco (-3,5%) ed in crescita quelli allo sbarco (+5%) mentre tra i vuoti l’import ha fatto registrare un -6,2% e l’export un consistente aumento (+27,4%).
I contenitori pieni, seppur in calo, continuano a costituire oltre il 76% del movimento contenitori del porto escluse le operazioni di trasbordo.

Movimento traffico contenitori escluso transhipment (TEUs) – Anno 2013

In controtendenza, rispetto a quanto registrato negli ultimi anni, l’incidenza del trasbordo sul totale dei contenitori movimentati. La quota di transhipment, dopo essere calata continuamente dall’8 per cento del 2010 al 4,8% del 2012, nel 2013 è tornata nuovamente a crescere ed ha raggiunto quota 5,7%. L’analisi della movimentazione per singoli terminal evidenzia che risultati positivi sono stati conseguiti nel 2013 dai due principali terminal contenitori del porto, Tdt e Lorenzini & C. (assieme movimentano quasi il 94% del totale del porto) mentre hanno chiuso in negativo la Cilp e L.T.M. che hanno continuato a perdere anche quest’anno quote di traffico.
Il Terminal Darsena Toscana con una movimentazione complessiva pari a 425.309 TEUs ha chiuso l’anno precedente con un incremento del 2,8% rispetto al 2012 mentre il terminal Lorenzini, totalizzando 99.522 TEUs ha chiuso con una crescita percentuale dei propri volumi del 2,7 per cento. Come anticipato, sono stati invece registrati rispetto al 2012 dati negativi per il terminal CILP, che è sceso ad una movimentazione complessiva di 20.370 TEUs con una flessione del 12,1% e per il terminal L.T.M. che passando da 13.046 TEUs a 10.376 TEUs è calato del 20,5%.

Le dinamiche dei volumi di contenitori registrate nel 2013 hanno leggermente modificato il peso percentuale tra i vari terminal contenitori del porto. Il terminal Tdt è salito ad una quota percentuale del 76,1 per cento del totale movimentato (75,4% nel 2012) ed il terminal Lorenzini al 17,8% (17,6% nel 2012). La quota percentuale di movimentazione del terminal Cilp sul totale del porto si è invece ulteriormente ridotta attestandosi al 3,6 per cento dal 4,2 dello scorso anno.

RAFFRONTO CON GLI ALTRI PORTI (TEUs)

La situazione economica nazionale ed internazionale che anche nel 2013 è risultata complessivamente molto critica non ha ovviamente risparmiato il trasporto containerizzato. Con una crisi così lunga ed intensa i consumi non possono infatti che ridursi e con il costante calo della circolazione dei prodotti di consumo sono risultati in diminuzione anche i traffici. Il mancato equilibrio tra la merce in circolazione e la flotta, nettamente superiore nel numero di unità rispetto alle reali richieste dei clienti, ha portato anche nel 2013 ad un calo dei noli a fronte del quale tutte le grandi compagnie hanno continuato a modificare la mappa dei servizi del trasporto containerizzato. Tutti gli operatori puntano a toccare sempre meno porti, solo quelli strategici con navi più grandi, diminuendo i servizi feeder ed aumentando rotazioni con toccate dirette in porti di destinazione.
Trai principali porto italiani nel 2013 hanno mostrato un andamento positivo i porti di transhipment di Gioia Tauro 8+13,5%) e Cagliari (+12,7%) mentre Taranto, dopo l’abbandono della Evergreen nel 2012 ha perso anche lo scorso anno il 25% del traffico containerizzato. Per il porto di Gioia Tauro il 2013 si è invece chiuso con oltre 3,1 milioni di TEUs che, seppur non costituisca il record storico dello scalo (3,5 milioni nel 2008) è un ottimo risultato rispetto a quanto rilevato negli ultimi anni e conferma il pieno rilancio dello scalo con la previsione di nuovi incrementi di traffico se e quando entrerà in pieno servizio il network P3 che dovrebbe prevedere Gioia Tauro quale unico grande scalo nel sud Italia.

Anno 2013 – Traffico contenitori per porti (TEUs e var. %)

Tra i porti gateway di destinazione finale del Tirreno gli unici porti che hanno conseguito risultati positivi sono stati lo scalo di La Spezia che, con una movimentazione complessiva di oltre 1,3 milioni di TEUs ha archiviato il 2013 con un +4,3% ed il porto di Livorno (+1,8%). In flessione sono invece risultati Savona-Vado (-1,6%), Genova (-3,7%) che quest’anno è tornato sotto la soglia dei 2 milioni di TEUs e Napoli (-10,4%).
Buone performance sono state invece registrate per tutti gli scali dell’Adriatico con Trieste che, a seguito di una crescita dell’11,5%, ha raggiunto oltre 458 mila TEUs segnando una crescita del 63% dal 2010, Venezia (+2,5%) mentre Ravenna ed Ancona hanno stabilito nel 2013 il proprio nuovo record storico. Il porto di Ravenna con un incremento dell’8,9% ha totalizzato un traffico pari a 226.760 TEUs mentre Ancona con una cresciuta del 7% ha movimentato 152.394 TEUs.
Il confronto tra i porti dell’Alto Adriatico raggruppati nel Napa Ports (Trieste, Koper, Rijeka e Venezia) e quelli dell’Alto Tirreno mostra infatti nel 2013 una crescita del 5,9% con un traffico containerizzato totale di 1.683.000 TEUs per i primi ed una flessione dell’0,4% per Savona-Vado, Genova, La Spezia e Livorno che assieme hanno raggiunto quasi 4 milioni di contenitori (3.921.810 TEUs).
Tra gli altri scali internazionali, i porti spagnoli nel loro insieme nel 2013 sono tornati sotto la soglia dei 14 milioni di TEUs con una movimentazione complessiva di 13.892.231 TEUs ed un decremento percentuale dell’1,3 per cento sul 2012. Tra questi, solo lo scalo di transhipment di Algeciras ha fatto registrare valori positivi che con una crescita del 5,5% ha raggiunto un nuovo record con 4,336 milioni di contenitori. Valencia, Barcellona e Tarragona hanno invece archiviato il 2013 con risultati negativi nel traffico contenitori rispettivamente del 3,2%, del 2,2% e del 21,9%. Valencia, a seguito dell’andamento descritto ha perso il primato di primo porto spagnolo sorpassato dallo scalo di Algeciras.
Tra gli scali internazionali del Mediterraneo Occidentale ha registrato valori positivi anche nel 2013 il porto di Marsiglia che, seppur con una crescita più modesta (+3,3%), ha migliorato il precedente record stabilito lo scorso anno con 1.097.741 TEUs. A determinare la crescita dello scalo è stato l’andamento del terminal container di Fos (+6%) grazie all’attivazione di ben cinque nuove linee marittime.

Merce in contenitori (ton)

Dati positivi anche per la merce in contenitori espressa in tonnellate. Per i carichi containerizzati, l’incremento è stato del 1,4% rispetto al 2012 attestandosi ad oltre 6,5 milioni di tonnellate movimentate. Il risultato è stato conseguito grazie all’aumento registrato allo sbarco (+6,7%) dato che l’imbarco ha fatto registrare una variazione percentuale negativa del 2,9 per cento. A seguito dell’andamento descritto, distinguendo tra sbarchi ed imbarchi, possiamo rilevare che la merce containerizzata allo sbarco ha recuperato due punti percentuali passando dal 45% del totale del 2012al 47% dello scorso anno. La merce in contenitori in imbarco è viceversa passata dal 55% del 2012 al 53% del 2013.

Anno 2013 - Merce in contenitori imbarco/sbarco (valori %)

Merci in Colli e Numero (ton)

Dati statistici positivi sono stati conseguiti anche per il settore della merce in break bulk. Nell’anno appena concluso sono state movimentate oltre 2,2 milioni di tonnellate, con un incremento di poco inferiore a 100 mila tonnellate rispetto al 2012. Il comparto, con una crescita del 4,3%, ha registrato la migliore performance tra i settori delle merci varie. A determinare l’andamento descritto ha contribuito soltanto la merce in sbarco (+4,99%) poiché all’imbarco i volumi movimentati sono rimasti invariati rispetto a quelli dell’anno precedente. Distinguendo tra sbarchi ed imbarchi possiamo infine rilevare che oltre l’86 per cento del totale movimentato è costituito dalla merce in sbarco mentre il restante 13,7% è la quota percentuale di quella in imbarco.

Tra le varie categorie merceologiche del comparto non è stata rilevata una uniformità di andamento tanto che sono stati registrati sia valori positivi che negativi. Numeri positivi con incrementi rilevanti sono stati censiti per i prodotti forestali nel suo complesso (+23,9%) che, con una quota percentuale del 64,6% sono la prima categoria del comparto per volumi movimentati, per l’impiantistica/project cargo (+18,8%) e per i ro/ro no rotabili (trattori, escavatori…) cresciuti del 9,1%. I prodotti forestali, “core business” del porto, grazie alla crescita dei volumi in sbarco (+25,4%), nel 2013 hanno quasi raggiunto 1,5 milioni di tonnellate tornando a valori decisamente considerevoli.

Anno 2013 – Merce in colli e numero per traffici (var. %)

Hanno invece chiuso l’anno passato in negativo il settore delle auto nuove (-27,9%) ed il rame/metalli (-25,6%) che con quote percentuali rispettivamente del 17,5 e 7,9 per cento costituiscono la seconda e terza categoria del settore per volumi movimentati. Da notare che nel 2013 per la prima volta non è stata movimentata nessuna tonnellata di frutta in break & bulk, settore che una volta aveva valori prossimi alle 100 mila tonnellate annue.
Per il traffico di auto nuove espresso in unità anche nel 2013 è stato registrato l’ennesimo calo (-2,3%) che ha portato lo scalo ad una movimentazione complessiva di 348.017 unità (di cui 281.720 in sbarco). L’andamento è tuttavia in linea con il mercato italiano che ha infatti chiuso anche il 2013 con una calo delle immatricolazioni del 7,09%. A seguito di quest’ultima crisi del settore, iniziata nel 2007, sono state perse oltre 1,1 milioni di immatricolazioni (-48%) in Italia mentre il porto ha rilevato, in termini di unità movimentate, una perdita di oltre 232 mila auto nuove (-40,1%). Il grafico di seguito esposto evidenzia il trend descritto delle auto immatricolate e di quelle movimentate dallo scalo.

Traffico auto nuove e numero immatricolazioni (serie storica 2006-2013)

L’andamento mensile mostra invece un andamento altalenante caratterizzato tuttavia da un secondo semestre con variazioni percentuali positive rispetto a quanto rilevato lo scorso anno e il dissolversi dei cali in doppia cifra evidenziati negli anni precedenti.

Traffico auto nuove (var. % mensili su anno precedente)

Da evidenziare tuttavia che i cali si sono progressivamente ridotti perché il confronto ormai era verso periodi di diminuzione veramente ingenti. Da valutare dunque se la crescita registrata negli ultimi mesi dell’anno sia solo il risultato del confronto con un passato molto pesante o l’avvio di una vera inversione di tendenza del mercato dell’auto.

Rotabili e RO/RO (mezzi, metri lineari e ton)

Chiusura in positivo nel 2013 anche per il traffico di mezzi commerciali che con una movimentazione complessiva di 307.936 unità è risultata in crescita rispetto a quanto registrato l’anno precedente dell’1,4% (+4.244 mezzi commerciali). Al risultato conseguito ha contribuito unicamente la movimentazione dei mezzi commerciali in imbarco che con un totale di 155.750 unità è risultata in aumento del 2,7 per cento. In sbarco sono stati invece totalizzati 152.186 unità (+0,1%).
La flessione del comparto che era iniziata ad aprile dello scorso anno ed era proseguita senza interruzione nei mesi successivi con riduzioni ben al di sopra della media annua nei mesi di novembre e dicembre 2012 (rispettivamente -23,1% e -20,5%) è proseguita anche nel primo semestre 2013 con la sola eccezione del mese di gennaio (+9,7%). A partire dal mese di luglio il trend si è invece invertito ed il settore ha fatto sempre registrare variazioni percentuali positive rispetto a quanto rilevato l’anno precedente. In particolare, nei mesi di novembre e dicembre sono stati registrati i migliori risultati con valori del 13,9 e 20,8 per cento (da considerare tuttavia che il confronto avviene con valori dell’anno precedente in forte contrazione).

Anno 2013 – Traffico rotabile mezzi commerciali (var. % mensili su anno preced.te)

Possiamo tuttavia essere positivi per il futuro considerando che il settore nel 2013 ha anche recuperato i mezzi movimentati sulla tratta da/per Termini Imerese di Grandi Navi Veloci, circa 24 mila guidati e semirimorchi (il servizio di linea trisettimanale è stato trasferito a Civitavecchia dal mese di novembre 2012).
Tra le novità del 2013 in termini di collegamenti occorre ricordare il raddoppio del servizio di linea da/per Golfo Aranci della Sardinia Ferries divenuto giornaliero e con ben 2 partenze programmate ogni lunedì per rispondere alla domanda degli autotrasportatori nonché il debutto, seppur limitato al periodo estivo, del gruppo di imprenditori del Nord Sardegna denominato “Go In Sardinia” che, per fronteggiare il fortissimo calo di turisti in Sardegna ha proposto un nuovo collegamento Livorno – Olbia con biglietti low-cost.
Il confronto dei volumi sbarcati/imbarcati nel 2013 rispetto allo scorso anno per singoli collegamenti evidenzia un forte aumento del traffico rotabile da/per la Sardegna che con una crescita del 16,8% costituisce la prima provenienza e destinazione del comparto con una quota percentuale del 53,7%. Anche i volumi da/per la Corsica hanno registrato valori positivi (+1,5%), mentre in calo è risultato il traffico rotabile da/per tutte le altre provenienze/destinazioni: Spagna (-5,4%), Sicilia (-22,4%) e Tunisia (-3%).
Sui servizi di linea ro/ro regolari nel 2013 sono stati movimentati 235.376 semirimorchi (+7,2) e 71.754 mezzi guidati (-14%).
In termini di metri lineari il traffico rotabile è stato invece pari a 3.769.370 ml (+1,9%) mentre le tonnellate equivalenti del traffico rotabile nel suo complesso sono state 10.015.084 in aumento dell’1,9 per cento, di cui 0,3% allo sbarco e 3,53% all’imbarco.

Rinfuse Liquide (ton)

Per il traffico delle rinfuse liquide il 2013 si è concluso con valori dei volumi pressoché stazionari rispetto ai risultati conseguiti nel 2012.
La movimentazione complessiva del settore è ammontata a 8.367.891 tonnellate (+0,7%), con una variazione percentuale leggermente positiva in sbarco (+1,08%) e negativa in imbarco (-0,6%).

Andamento rinfuse liquide (Anno 2003-2013, ton)

Tra le varie categorie merceologiche movimentate nel 2013 si evidenziano risultati positivi per i prodotti raffinati cresciuti complessivamente del 4%, del G.P.L. propano (+4%) e dei prodotti chimici (+7,3%). Dinamiche negative sono state invece registrate per lo sbarco del petrolio greggio (-2,7%) e delle altre rinfuse liquide (oli vegetali, biodiesel…..) risultate in calo dell’1,7%.
Tra i principali terminals del porto del settore hanno conseguito nel 2013 un andamento positivo in termini di quantitativi movimentati l’Eni, il Costiero Gas Livorno, Neri Depositi Costieri ed i Depositi Costieri del Tirreno mentre in calo sono risultati i quantitativi movimentati da Costieri D’Alesio e Toscopetrol Livorno.

Rinfuse Solide (ton)

Dati di traffico particolarmente positivi sono stati registrati nel 2013 per il comparto delle rinfuse solide. La crescita complessiva del settore rispetto allo scorso anno è stata del 17,5% ed è risultata la migliore performance tra le varie tipologie di traffico del porto. Con una movimentazione totale di 750.447 tonnellate il comparto è tornato nuovamente in attivo ed ha invertito quella tendenza negativa registrata negli ultimi anni a seguito della crisi edilizia e che nel 2012 lo aveva portato a valori inferiori a quelli movimentati nel 1995. La leggera ripresa di traffici tradizionali come i materiali di base per le piastrelle, i traffici nuovi legati alla coibentazione delle costruzioni ed i volumi raggiunti dal cippato in export costituiscono un segnale confortante per il futuro.
In crescita è risultata sia la merce movimentata in sbarco (+19%) che quella in imbarco (+9,8%). Tra import ed export, i carichi secchi in sbarco continuano a costituire sempre l’85 per cento della movimentazione complessiva ma la loro quota risulta in calo negli ultimi anni a seguito della forte crescita dell’imbarco (esclusivamente cippato) che negli ultimi dieci anni è passato da poco più di 10.000 tonnellate annue del 2003 ad oltre le 110 mila nel 2013. Il grafico di seguito esposta mostra l’andamento del comparto e le dinamiche registrato sia in sbarco che in imbarco negli ultimi 10 anni.

Andamento rinfuse solide (Anno 2003-2013, ton)

Risultati positivi sono stati conseguiti per i cereali (+34%) che, costituiscono oltre il 32% del totale dei carichi movimentati in sbarco, i fertilizzanti (+52%), i minerali di ferro e minerali e metalli non ferrosi (+36%), il carbone (+12,5%) ed in imbarco il cippato (+69%) che ha quasi raddoppiato i volumi movimentati passando da circa 68.000 tonnellate del 2012 ad oltre 114.000 del 2013.
In flessione sono invece risultati ancora i minerali grezzi, cementi e calci del 3,7% (rappresentano complessivamente il 39% del totale dei carichi movimentati in sbarco) ed i prodotti chimici.

Traffico traghetti (passeggeri)

Bilancio positivo quest’anno anche per il movimento passeggeri dei traghetti che, dopo due anni di flessione, è tornato nuovamente a crescere. Seppur sempre lontano dal record storico ottenuto nel 2010 con oltre 2,5 milioni di passeggeri, il 2013 è stato archiviato con 1.821.310 passeggeri sbarcati/imbarcati ed un aumento di 52.888 unità rispetto al 2012 pari ad un incremento percentuale del 3%. Il grafico di seguito esposto mostra l’andamento descritto dal settore.

Traffico passeggeri (serie storica 1995-2013, unità)

Al seguito dei passeggeri nel 2013 sono state sbarcate/imbarcate anche 560.115 auto (+0,3%), 40.235 moto (+12,7%), 31.045 camper/roulettes (+3,9%) e 2.195 bus turistici (+9,8%).

Traffico passeggeri per principali tratte (Anno 2012/2013, unità)

L’analisi per singole tratte mostra che mentre per la Sardegna sono stati conseguiti risultati positivi in termini di passeggeri sbarcati/imbarcati sia per i servizi di linea da/per Golfo Aranci (+17,7%) che per quelli con provenienza/destinazione Olbia (+5,6%), per tutte le altre rotte i dati di traffico sono risultati in decremento. Numeri negativi sono stati registrati sulla Livorno–Bastia (-3,3%), sulla Livorno–Spagna/Marocco (-10,5%) e sulla Livorno – Palermo che a seguito dello spostamento del servizio di linea a Civitavecchia non registra più passeggeri in transito.
Tale andamento è spiegabile con il raddoppio delle partenze da/per Golfo Aranci della Sardinia Ferries divenuto un collegamento giornaliero e con l’esperienza Go In Sardinia seppur limitato alla stagione clou del turismo estivo in servizio dalla fine di giugno a settembre sulla tratta Livorno–Olbia. A seguito dell’andamento registrato le principali destinazioni, restano ovviamente Sardegna e Corsica con quote percentuali del 65,7% e del 28,6% mentre Capraia/Gorgona e Spagna riducono il proprio peso percentuale al 5,7%.

Traffico crocieristico (passeggeri e navi)

Pesante crollo per il traffico crocieristico nel porto di Livorno nel 2013. Dopo un 2012 in cui il numero dei crocieristi transitati aveva superato la soglia del milione di transiti raggiungendo la quota record di 1.037.849 unità, quest’anno i dati mostrano una flessione del 29 per cento con un numero di crocieristi movimentati pari a 736.516 unità.
L’andamento registrato dal porto di Livorno purtroppo non ha avuto analoga tendenza negli altri principali scali italiani. La tabella di seguito esposta evidenzia infatti valori positivi per i principali scali crocieristi italiani anche nel 2013 che, complessivamente, sono risultati in crescita del 2,1% rispetto al dato registrato nel 2012.

Traffico crocieristico principali scali italiani (Anno 2012/2013, unità)

Oltre 300.000 crocieristi in meno per il porto di Livorno hanno anche significato una caduta dal quarto al sesto porto italiano con il sorpasso nel 2013 di Genova e Savona. In termini di scali il numero delle navi in meno che hanno ormeggiato a Livorno nel 2013 rispetto allo scorso anno è risultato pari a 45 unità. La diminuzione è stata determinata dalle decisione di alcuni armatori (Royal Caribbean, Costa Crociere, MSC, Iberos Cruceros) di trasferire alcune delle loro navi con previsto scalo a Livorno al vicino porto di La Spezia che ha infatti chiuso il 2013 con oltre 200.000 crocieristi ed una crescita del 326% rispetto al 2012. Tra le motivazioni dichiarate la difficoltà del porto labronico di garantire in modo assoluto l’ormeggio per assenza di una banchina dedicata nonché la precarietà delle strutture.
Il 2013 segna dunque una inversione di tendenza di un trend che risultava in positivo ormai da oltre dieci anni, fatta eccezione per il 2009, con il raggiungimento ogni anno di nuovi record (volumi di poco inferiori a quelli del 2013 erano stati raggiunti nel 2007). La speranza è che quanto accaduto costituisca un forte stimolo per tornare a crescere già dal prossimo anno anche se le previsioni per il comparto in generale non sono ottimistiche.
Anche il numero dei crocieristi sbarcati/imbarcati nel porto di Livorno che, lo scorso anno avevano raggiunto il record di oltre 70mila unità grazie al servizio di turn-around parziale offerto MSC Crociere e Costa Crociere quest’anno, con l’assenza di MSC Crociere e lo spostamento di alcuni navi di Costa Crociere non hanno raggiunto neanche le 5mila unità (4.991 sono i crocieristi sbarcati/imbarcati nel 2013).

L’andamento registrato ha portato ad invertire anche il trend di crescita della stazza lorda media degli ultimi anni (dalle 82.014 tonnellate del 2012 si è scesi a 66.884 tonnellate) nonché l’aumento di navi di lunghezza superiore ai 250 ed ai 300 metri. Rispetto allo scorso anno sono infatti diminuite, passando da 290 a 214 unità le prime mentre quelle di lunghezza superiore ai 300 metri che hanno scalato il porto di Livorno si sono quasi dimezzate passando dalle 113 unità del 2012 alle 59 dello scorso anno.

Distribuzione delle navi da crociera per accosto (n°navi, Anno 2013/2012)

La riduzione di navi da crociera di grandi dimensioni è evidenziata anche dalla distribuzione delle navi per singolo ormeggio. Rispetto allo scorso anno nel 2013 sono infatti risultati in calo il numero di scali presso gli accosti del porto commerciale (-61 navi) tra cui gli ormeggi presso l’Alto Fondale (-35 navi) e quelli in Darsena Toscana sia alla Calata Lucca e che alla Calata Massa (-36 navi). In aumento ed in controtendenza rispetto al passato invece gli ormeggi presso il porto commerciale che sono aumentati di 16 unità. Gli scali di navi da crociera presso accosti del porto commerciale sono così passati dal 72,9 al 66 per cento degli ormeggi totali.

Movimento navi (unità, ton)

In crescita nel 2013 sia il numero delle navi complessivamente arrivate (+220) sia il numero di quelle ormeggiate presso gli accosti del porto (+88) con variazioni percentuali positive, rispetto al 2012, rispettivamente del 3,4% e dell’1,4%. La sostanziale differenza tra le navi arrivate e quelle entrate ed ormeggiate è da imputare alle attività di dragaggio svolte nel corso dell’anno ed ai movimenti navi per servizi ausiliari (tra cui le draghe) esclusi dal conteggio delle navi entrate. Nonostante l’incremento nel numero di unità, il movimento delle navi che hanno fatto scalo nel porto di Livorno nel 2013 è rimasto sotto la soglia delle 7.000 unità pari a 6.436 navi e la loro stazza media si è ridotta di oltre mille tonnellate per unità. La stazza in termini di tonnellaggio lordo complessivo delle navi entrate è risultata infatti in diminuzione anche lo scorso anno di oltre 4,3 milioni di tonnellate. Determinante ai fini dei risultati descritti è stata la contrazione del numero di navi da crociera che, seppur limitata nel numero di unità (-45 navi), ha portato ad una riduzione della loro stazza lorda di oltre 10 milioni di tonnellate.
Nel dettaglio, l’analisi per tipologia di nave evidenzia infatti valori positivi con un numero di scali in aumento per le navi ro/ro cargo (+74 unità), i traghetti (+53 unità), e le navi adibite al trasporto di rinfuse liquide (+29 unità) e di quelle solide (+10 unità). In calo invece le navi portacontenitori di 34 unità con una contrazione della loro stazza lorda di 313.867 tonnellate mentre è risultato stabile il numero di navi adibite al trasporto di general cargo (+1 unità).
A seguito dell’andamento registrato nel 2013, nella distribuzione delle navi per tipologia e numero di unità arrivate, rispetto a quanto rilevato lo scorso anno, si è ridotta la quota percentuale delle navi dedicate al trasporto passeggeri (traghetti e crociere) che è scesa al 45% (46% nel 2012) mentre è risultata in aumento di un punto percentuale quella delle tankers passate dal 9% al 10%. Invariato, rispetto al 2012, il peso percentuale delle navi general cargo (43%) e delle navi adibite al trasporto di rinfuse solide (2%).

Distribuzione navi per tipologia e numero di arrivi (valori %)

Andamento diverso con variazioni più significative si notano nella distribuzione delle navi per tipologia e stazza lorda. In questo caso le navi da crociera ed i traghetti rispetto all’anno precedente hanno registrato una flessione di ben 4 punti percentuali della loro quota percentuale (dal 52% del 2012 al 48% del 2013) e viceversa una crescita di quella delle navi general cargo passate dal 43% del 2012 al 46% del 2013.
Per le navi fullcontainer possiamo invece evidenziare che nonostante il calo registrato nel numero di arrivi (-34 scali) sono risultate in aumento sia la stazza lorda/netta media per unità. Rispetto al 2012 sono cresciute rispettivamente di 925 e 326 tonnellate passando da 30.667 a 31.592 ton e da 15.424 a 15.750 ton.
Rispetto a quanto rilevato lo scorso anno, nel 2013 è infatti nuovamente cresciuto il numero di scali di navi portacontenitori con stazza lorda superiore alle 70.000 che passando dai 6 arrivi del 2012 ai 13 del 2013 sono più che raddoppiate.
Se analizziamo la distribuzione delle navi fullcontainer per Teu capacity possiamo notare analogo andamento per quelle con capacità di trasporto da 3.000 a 5.000 Teus (aumentate da 169 a 183 scali) e per quelle con capacità superiore ai 5.000 Teus per le quali l’incremento è stato da 109 scali del 2012 a 117 scali del 2013.
Tali andamenti confermano i cambiamenti in atto nel trasporto containerizzato che che, allo scopo di razionalizzare i servizi e ridurre i costi, hanno portato gli armatori a consolidarsi con l’impiego di navi più grandi.

Distribuzione navi portacontenitori per classi di stazza (n° navi)