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Descrizione

Il porto di Livorno si affaccia sull'Alto Tirreno, è situato a 43°32’.6 di latitudine Nord e 010°17’.8 di longitudine Est e si trova nella parte Nord-Occidentale della Toscana. E’ principalmente interno alla linea di costa, ben protetto dai venti del quadrante sud ed ovest.

La circoscrizione territoriale dell’Autorità Portuale di Livorno è costituita dalle aree demaniali marittime, dalle opere portuali e dagli antistanti spazi acquei compresi nel tratto di costa che va dalla Foce del Calambrone sino al porticciolo Nazario Sauro e dalle aree demaniali marittime, dalle opere portuali e dagli antistanti spazi acquei compresi nel tratto di costa dell’Isola di Capraia da Punta del Frate a Punta del Fanale, nonché dalle due aree di proprietà dell’Ente, rispettivamente di mq 32.585 e di mq 29.259, ricadenti nel Comune di Collesalvetti e individuate al Catasto al n.49, particella 356 e al foglio 49, particelle 36,37, 176, 223 e 217.

Notevoli sono le opere di protezione foranea: la diga di Vegliaia, la diga Curvilinea, la diga della Meloria. Il porto è distinto in Porto Vecchio a Sud, Porto Nuovo e Canale Industriale a Nord e si compone di quattro bacini: Avamporto e Porto Mediceo che caratterizzano il Porto Vecchio, Bacino S. Stefano e Porto Industriale che individuano il Porto Nuovo nel senso più ampio.

Il porto di Livorno, classificato come Big Regional (primo livello) all’interno del Corridoio Tirrenico, dal Freight Leaders Club, è uno scalo polivalente, dotato cioè di infrastrutture e mezzi che consentono di accogliere qualsiasi tipo di nave e di movimentare qualsiasi categoria merceologica ed ogni tipologia di traffico (LO-LO, rotabile RO-RO, rinfuse liquide e solide, auto nuove, crociere, ferries, prodotti forestali, macchinari, ecc.). La dotazione infrastrutturale del Porto permette la connessione alle principali arterie stradali e ferroviarie nazionali ed alle zone aeroportuali di Pisa e Firenze. Grazie al suo hinterland piuttosto ampio, formato principalmente da Toscana, Emilia Romagna, Umbria e Marche, molto attivo dal punto di vista imprenditoriale ed industriale, il Porto di Livorno movimenta un elevato quantitativo di merci.

Al porto si può accedere attraverso due imboccature: la Bocca Nord compresa fra l’estremità Ovest della diga del Marzocco e la diga della Meloria, e la Bocca Sud compresa tra l’estremità Sud della diga Curvilinea e l’estremità Ovest della diga della Vegliaia.

La prima imboccatura (Nord) è orientata a Nord Ovest, ha un’ampiezza di circa 300 m e comunica direttamente con il Bacino S. Stefano, vasto specchio acqueo protetto ad Ovest e a Nord dalle dighe della Meloria e del Marzocco. L’altra imboccatura (Sud), attraverso la quale si svolge tutto il traffico marittimo del porto di Livorno, è orientata verso Ovest ed ha una larghezza di circa 580 m. Il canale di accesso in corrispondenza dell’imboccatura ha una larghezza di circa 190 m ed una profondità pari a 15 m. Attraverso l’imboccatura Sud si accede all’Avamporto, delimitato dalla diga curvilinea a Ovest e dalla diga della Vegliaia a Sud; l’avamporto comprende il complesso del nuovo bacino di carenaggio e la darsena Morosini.

Per delimitare, almeno giuridicamente, il cosiddetto ambito portuale, primo punto di riferimento è il D.M. 06/04/1994 che fissa i limiti della Circoscrizione territoriale dell’Autorità Portuale di Livorno entro la quale sono inserite le aree demaniali marittime, le opere portuali e gli antistanti spazi acquei compresi nel tratto che va dalla foce del Calambrone fino al porticciolo Nazario Sauro. Sulla terra ferma l’ambito circoscrizionale si può identificare fino al limite in cui sia possibile lo svolgimento di attività o servizi portuali, ovviamente, compatibilmente con altre destinazioni d’uso del territorio.

Tale circoscrizione è stata successivamente estesa, con D.M. 16 gennaio 2001, alle aree demaniali marittime, alle opere portuali ed agli antistanti specchi acquei in cui si effettuano operazioni portuali compresi nel tratto di costa dell’Isola di Capraia da Punta del Frate a Punta del Fanale.

Con Decreto ministeriale del 23-01-2015, la circoscrizione è stata estesa al territorio del Comune di Collesalvetti, dove l’Autorità Portuale possiede due aree di proprietà (Il Dm è consultabile dal menù degli approfondimenti, sotto la voce “Circoscrizione dell’Autorità Portuale”).

Dall’Avamporto, attraverso una bocca di accesso orientata a Ovest, larga circa 100 m, con profondità massima pari a -12.00 m s.m., si accede al porto Mediceo che costituisce l’area più vasta del Porto Vecchio. Sempre dall’Avamporto attraverso un canale di navigazione dragato a quota –13.00 m s.m. e largo circa 100 metri orientato secondo la direzione SN si accede al bacino S. Stefano. Nella parte di ponente del bacino vi è la zona di evoluzione per le navi dirette alla Nuova Darsena Petroli, alla Calata Alti Fondali Varesini ed al costruendo Molo Italia (diametro area di evoluzione pari a circa 500 m).

Dal Bacino S. Stefano, attraverso un canale largo 100 m., con larghezza utile dragata a quota – 13 m. s.m. pari a circa 70 metri, si accede al bacino di evoluzione del Porto Nuovo (diametro di area di evoluzione pari a circa 375 metri), dal quale si accede alla Darsena Toscana, alla Darsena Inghirami, alla Darsena Ugione ed al Canale Industriale. Le quote dei fondali lungo gli attracchi del Bacino S. Stefano (Nuova Darsena Petroli e Calata Alti Fondali), nel bacino di evoluzione del Porto Nuovo Industriale e nella porzione Est della Darsena Toscana sono pari a – 13 m. s.m., mentre nella restante parte del porto sono generalmente inferiori a –10.00 m s.m.

Fin dal suo insediamento, nel 1995, l’Autorità Portuale ha portato avanti un lavoro di razionalizzazione e di infrastrutturazione delle aree portuali, mettendo a disposizione degli operatori e delle compagnie di navigazione che scalano il porto strutture efficienti e competitive. La logica seguita è stata quella della suddivisione degli spazi in terminals privati specializzati nelle diverse categorie merceologiche. Ciò ha garantito uniformità di attività nelle varie zone ed ha evitato commistioni tra i diversi tipi di traffico, soprattutto per quanto riguarda quello passeggeri, a sua volta suddiviso in crociere e traghetti.

Il porto di Livorno è caratterizzato da importanti testimonianze monumentali e storiche delle quali si deve tener conto nello studio e nella pianificazione degli sviluppi futuri del porto ai fini di una loro ulteriore valorizzazione ed integrazione. Infatti sia nel porto vecchio (ad es. porto Mediceo, Fortezza Vecchia, diga Curvilinea) che nel porto nuovo (ad esempio Torre del Marzocco) numerosi sono i segni che testimoniano il grande passato del porto.

Il Sistema di Sicurezza
A Livorno è in funzione il sistema Port Approach Control (P.A.C.) che garantisce la sicurezza della navigazione e la salvaguardia dell’ambiente all’interno ed in prossimità dei bacini portuali. Per far fronte al problema della security, nel 2003 l’Autorità Portuale ha dotato il porto di Livorno di scanners in grado di controllare i contenitori in uscita ed in entrata, di personale di vigilanza altamente qualificato, di un sistema di telecamere a circuito chiuso per monitorare l’attività all’interno dei terminals portuali, di una buona illuminazione, nonché di un controllo sugli accessi ai varchi tramite appositi badges identificativi del personale (Gate Transit Security – G.T.S.). Questi adeguamenti hanno permesso allo scalo di ottenere la certificazione di sicurezza relativamente agli standards richiesti dagli Stati Uniti in seguito agli avvenimenti dell’11 settembre 2001. Tutto ciò nel pieno rispetto della legge sulla tutela dei dati personali ed evitando una militarizzazione di un porto che, secondo i disegni dell’Autorità Portuale, è destinato invece a diventare sempre più parte integrante della città.