Logo_Livorno Port Authority immagini del Porto immagini del Porto
Torna alla Home Page | Mappa del Sito | spazio

autorità portuale

space

 

space

ANDAMENTO TRAFFICI - ANNO 2011

puntini spaziatori

 

 Analisi dei dati relativi al traffico di merce e passeggeri, previsioni di sviluppo per il futuro

 

Il consuntivo dei dati 2011 del porto di Livorno presenta nel complesso dati positivi a conferma di una tenuta dei principali traffici portuali nonostante l’attuale situazione economica. La flessione dell’attività economica mondiale e le nuove e forti condizioni di incertezza determinatesi sui mercati internazionali hanno ovviamente influenzato in negativo lo sviluppo degli scambi e dei traffici portuali a cui sono strettamente correlati.

Le statistiche portuali del 2011, confrontate con i dati dello scorso anno, mostrano nonostante una leggera flessione del traffico generale del porto, risultati positivi per il settore dei contenitori, per il traffico di rotabili, per il numero dei crocieristi nonché per il movimento di auto nuove in sbarco/imbarco.

 

 

 

 

Dopo la crescita registrata nel 2010, è tornato dunque a contrarsi nel 2011 il traffico generale delle merci del porto di Livorno, ammontato a 29.672.529 (-2,1%). Va tuttavia evidenziato che la leggera flessione è da imputare unicamente al calo dei volumi delle rinfuse liquide (-16,2%) e delle rinfuse solide (-5,5%), mentre il traffico delle merci varie, rispetto allo scorso anno, ha registrato un incremento complessivo del 4,6%.

Si sono invece chiusi, all’insegna di variazioni positive, la movimentazione dei contenitori pari a 637.798 TEUs (+1,5%) ed il traffico rotabile del porto che, dopo 3 anni consecutivi di valori negativi, ha chiuso il 2011 con una movimentazione complessiva di 331.251 mezzi commerciali pari ad un incremento dell’8,8% rispetto a quanto registrato nel 2010.

Chiusura in positivo anche per il settore crociere che, con una crescita a due cifre (+19,5%), ha raggiunto la quota record di 982.928 crocieristi sorpassando il precedente record storico di 849.050 unità del 2008. I dati di fine anno rilevano inoltre valori positivi anche per il traffico di auto nuove espresso in unità (+10,5%).

In consistente diminuzione invece il numero dei passeggeri (traghetti) dopo le performance di crescita registrate negli ultimi anni che hanno fatto segnare una contrazione del 18,3 per cento rispetto al 2010.

In leggera flessione infine, il numero delle navi arrivate (-4%) anche se il tonnellaggio lordo complessivo è risultato in aumento di oltre 8 milioni di tonnellate e la stazza media delle navi è così passata da 21.904 a 23.962 tonnellate.

Il 2011 può dunque essere archiviato come un anno di assestamento, date le difficoltà sia di tracciare bilanci che di formulare previsioni nell’attuale contesto di perdurante crisi economica. Dopo la più grave crisi dello shipping iniziata alla fine del 2008 e proseguita nel 2009 con una marcata contrazione delle attività, già nel 2010 abbiamo assistito ad una incoraggiante ripresa dei livelli di traffico merci e passeggeri del porto che ha però trovato conferma solo nella prima parte del 2011. Nella seconda parte dell’anno è infatti tornato ad accentuarsi l’andamento negativo con la movimentazione di volumi inferiori rispetto al secondo semestre 2010 per tutti i principali settori di traffico. Il ritmo di crescita dei primi mesi del 2011 che, lasciava sperare in un ritorno ai livelli pre-crisi del 2008, è stato così interrotto da un nuovo rallentamento.

L’attuale quadro complessivo per il trasporto globale di merci è infatti di stagnazione e tutti i principali analisti prevedono nuovamente per il 2012 consistenti decrementi del traffico merci con percentuali molto vicine a quelle del 2009.

 

 

Variazione % su trimestre corrispondente anno precedente

 

 

 

Il grafico sopra esposto evidenzia le variazioni tendenziali registrate dalla movimentazione complessiva del porto durante l’anno. Dopo il rallentamento rilevato tra la fine del 2010 ed il primo trimestre del 2011, nei trimestri successivi si è nuovamente registrato un passaggio in terreno negativo con variazioni percentuali contraddistinte dal segno meno per ciascun trimestre. L’analisi dei dati mostra tuttavia che tale contrazione dei traffici si è progressivamente attenuata nel corso del 2011. Dopo la flessione del 7,3% del II trimestre sul corrispondente periodo del 2010, nel III e IV trimestre dell’anno il decremento è stato più contenuto con variazioni percentuali del 3,1 e dell’1,8 per cento.

Il trend evolutivo del traffico merci complessivo del porto nel 2011 a confronto con quanto rilevato nel precedente triennio (2008-2010) mostra che il porto, seppur quasi in linea con quanto registrato nel 2010, è ancora lontano dai livelli di traffico pre-crisi del 2008.

 

 

 

Movimento generale del porto – Andamento mensile 2008/2011

 

 

IIl traffico delle merci movimentate dal porto di Livorno è comunque ammontato a 29.672.529 tonnellate con una leggera flessione del 2,1% rispetto a quanto rilevato nel 2010. In decremento sia la merce in sbarco che quella in imbarco con variazioni percentuali negative rispetto allo scorso anno dell’1 e del 3,7 per cento. La merce allo sbarco è ammontata a 18,1 milioni di tonnellate mentre quella all’imbarco è risultata pari a 11,4 milioni di tonnellate.

Il confronto tra le varie modalità di traffico mostra che i risultati ottenuti dalla merce in rinfusa e dalle merci varie sono stati totalmente differenti. Sia le rinfuse liquide che quelle solide sono state interessate da un calo dei volumi con una diminuzione percentuale rispettivamente del 16,2 e del 5,5 per cento. Dati statistici positivi sono stati invece rilevati per il traffico delle merci varie nel suo complesso (+4,6%) e per tutte le sue singole componenti: +3,7% per le merci su rotabili, +4,3% per le merci containerizzate e +8,8% per le merci convenzionali o break & bulk. 

 

Anno 2010/11 - Variazioni percentuali per tipologia di traffico/span>

 

 

Legittimo affermare che la flessione registrata dal movimento generale del porto è stata unicamente determinata dalla contrazione dei volumi delle rinfuse liquide e solide.

Nel dettaglio, possiamo rilevare per il settore delle merci varie un traffico di oltre 21 milioni di tonnellate, di cui 7,6 milioni di tonnellate di merci containerizzate, 10,7 milioni di tonnellate di traffico rotabili mentre le altre merci varie hanno totalizzato 2,6 milioni di tonnellate.

La merce in rinfusa si è invece attestata ad oltre 8,5 milioni di tonnellate (di cui 7.779.388 tonnellate di rinfuse liquide e 796.798 tonnellate di rinfuse solide.

 

Movimento complessivo per tipologia di traffico (ton e var. %)

 

Tipologie di traffico

Ton

Var. % 2010/11

Merci varie

21.096.343

+4,6%

……...merce in contenitori

7.650.393

+4,3%

...merce in colli e numero

2.680.516

+8,8%

...…………merce su rotabili

10.765.434

+3,7%

Merci in rinfusa

8.576.186

-15,3%

…………………rinfuse liquide

7.779.388

-16,2%

………………….rinfuse solide

796.798

-5,5%

 

Da evidenziare che a seguito degli andamenti sopra descritti le merci su rotabili continuano ad essere la più importante modalità di traffico del porto di Livorno con un peso percentuale pari al 36,3% sul totale movimentato rafforzando, rispetto al 2010, la propria quota parte di oltre 2 punti percentuali. Confermano invece il proprio ruolo di secondo comparto del porto le rinfuse liquide nonostante il loro peso percentuale sia sceso dal 30,6% del 2010 al 26,2% del 2011. Cresce invece rispetto al 2010, la merce in contenitori la cui quota percentuale passa al 25,8% dal 24,2%. Le quote percentuali delle merci in colli e numero e delle rinfuse solide si sono invece attestate (le prime in aumento e le seconde stazionarie) rispettivamente al 9 ed al 2,7 per cento del traffico complessivo del porto.

 

 

 

 

DETTAGLIO DELLE VARIE MODALITA’ DI TRASPORTO

 

Traffico Contenitori (TEUs)

I dati statistici relativi al movimento contenitori del 2011 indicano un traffico complessivo, compreso il trasbordo, di 637.798 TEUs, con un incremento dell’1,5% rispetto ai volumi del 2010. Il risultato è stato determinato unicamente dalla crescita dei contenitori pieni (+4,5%) dato che la movimentazione dei vuoti ha totalizzato una diminuzione del 3,2%. I numeri evidenziano inoltre che i contenitori pieni allo sbarco hanno registrato una crescita quasi otto volte superiore a quelli movimentati in imbarco: 215.222 TEUs è stato l’ammontare dei contenitori in sbarco (+9%) mentre quelli imbarcati sono stati 246.129 TEUs (+0,9%).

 

Movimento mensile contenitori sbarco/imbarco (TEUs) – Anno 2011

 

Il grafico mostra inoltre che l’andamento dell’anno è stato caratterizzato, dopo mesi positivi di crescita, da un rallentamento dei volumi sia in sbarco che in imbarco a partire dal mese di giugno a cui ha fatto seguito una forte caduta nella seconda parte dell’anno. I volumi di giugno hanno infatti interrotto la serie di 13 mesi consecutivi di incremento che era iniziata a maggio 2010.

A partire dal mese di giugno la movimentazione complessiva dello scalo, con la sola esclusione dei mesi di agosto e settembre, si è così sempre chiusa in negativo rispetto a quanto rilevato lo scorso anno. Un notevole rallentamento può inoltre essere osservato nell’ultimo trimestre dell’anno: per i mesi di ottobre, novembre e dicembre è sempre stato rilevato un calo dei volumi mensili del 9 per cento rispetto ai corrispondenti periodi del 2010.

 

Movimento generale mensile contenitori (TEUs) – Anno 2011

 

Tale trend non è ovviamente rassicurante dato che la contrazione dell’ultima parte dell’anno, in maniera più o meno significativa, ha interessato quasi tutti gli scali italiani ed è in linea con le previsioni di molti operatori ed osservatori che si aspettano per il 2012 una ulteriore diminuzione della movimentazione contenitori.

Il prossimo andamento del traffico contenitori dipenderà infatti da come evolverà l’economia globale ma gli attuali segnali dell’intero panorama economico non sono dei migliori con flessioni dei consumi, contemporaneo rialzo dei prezzi ed una nuova e forte incertezza sui mercati internazionali.    

IIn ulteriore calo anche nel 2011 come negli anni passati l’incidenza del trasbordo sul totale dei contenitori movimentati. La quota di transhipment è infatti passata dall’8% del 2010 al 6,9% di quest’anno confermando il porto di Livorno come scalo a traffico diretto.

Il traffico contenitori dello scorso anno con riferimento alla distinzione tra contenitori pieni e vuoti presenta un totale di 461.351 TEUs per i contenitori pieni, cresciuti complessivamente del 4,5% (+9% allo sbarco e +0,9% all’imbarco) e di 132.290 TEUs per i vuoti. Quest’ultimi hanno registrato un andamento negativo (-3,2%) dovuto esclusivamente al decremento registrato allo sbarco (-9,1%). L’imbarco di contenitori vuoti è infatti cresciuto del 5,3%. I contenitori pieni continuano a costituire oltre il 77% del movimento contenitori del porto escluse le operazioni di trasbordo.

Passando all’analisi per singoli teminals contenitori possiamo invece notare che, con la sola esclusione del terminal CILP, tutte le imprese terminaliste hanno conseguito in questa prima parte del 2011 risultati positivi seppur di differente entità.

 

 

Il Terminal Darsena Toscana ha chiuso il 2011 con una movimentazione complessiva pari a 482.057 TEUs pressoché stazionaria rispetto al 2010 (+0,4% rispetto al 2010) mentre il terminal Lorenzini, totalizzando 114.031 TEUs ha segnato una progressione del 6,1%. Buone performance sono state registrate anche dal terminal L.T.M. che è passato da 7.295 ad 8.521 TEUs (+16,8%). In calo invece la movimentazione contenitori per il terminal CILP che è risultata in flessione del 7,8% passando dai 32.255 TEUs dei 2010 ai 29.733 TEUs del 2011.

A seguito degli andamenti descritti il terminal Lorenzini ha consolidato il proprio ruolo di secondo terminal contenitori del porto di Livorno con una quota percentuale sul totale movimentato del 17,8 per cento (17% nel 2010). La quota percentuale di movimentazione del terminal Tdt sul totale del porto si è invece attestata al 75 per cento.

Il grafico di seguito esposto evidenzia che i principali terminals del porto, in linea con la movimentazione generale dello scalo, hanno avuto un andamento analogo durante l’anno con variazioni positive nel primo semestre ed una crescita che non si è consolidata nella seconda parte dell’anno. 

 

 

 

 

 

Movimento trimestrale 2011 contenitori (TEUs) per terminal/span>

 –Variazioni % trimestrali su anno precedente-

 

Per una corretta interpretazione del traffico contenitori del porto occorre infine ricordare che il secondo semestre del 2011 è stato caratterizzato, oltre che dalla flessione generale relativa alla deludente situazione economica, anche dall’abbandono della compagnia armatoriale Zim che dalla seconda decade del mese di luglio ha eliminato lo scalo di Livorno dal proprio servizio ZCS. A seguito di tale decisione un’altra compagnia, la MSC, ha però inserito lo scalo di Livorno nella rotazione di un nuovo collegamento settimanale con il Nord America.

 

 

RAFFRONTO CON GLI ALTRI PORTI (TEUs)/span>

Il 2011 per il traffico contenitori è stato un anno in cui seppur siano stati registrati dati più o meno positivi ma non brillanti per la maggior parte dei porti italiani ed europei, l’andamento non è stato uniforme e costante durante l’intero anno. I dati disponibili evidenziano che il ritmo di crescita del traffico contenitori di inizio anno non si è infatti consolidato nel secondo trimestre del 2011 con un evidente rallentamento e la prospettiva di un ulteriore peggioramento nell’anno in corso.

Il crollo dei volumi trasportati è evidente se mettiamo a confronto i dati del movimento contenitori del primo semestre 2011 con quelli consuntivi di fine anno. Fino a giugno 2011 per il porto di Barcellona il traffico contenitori era ad esempio in crescita del 18% per poi chiudere l’anno a +4,4%. Lo stesso è accaduto a Genova, La Spezia, Livorno e Valencia che sono rispettivamente passati da tassi di incremento del periodo gennaio-giugno 2011 pari a +6,6%, +8,7%, +7% e +8,2% contro i più modesti +5%, +3,1%, +1,5% e +2,9% di fine anno.

La criticità della situazione è riconducibile secondo i principali esperti del settore ai seguenti fattori: overcapacity di stiva dovuta all’eccesso di ordinativi, aumento del prezzo del combustibile che riduce ulteriormente i margini già bassi dei bilanci delle compagnie armatoriali per la depressione dei noli e l’attuale situazione economica che sta nuovamente provocando anche un calo dei consumi. 

A tal fine, da segnalare l’attuale rivoluzione in atto nel trasporto container che allo scopo di razionalizzare i servizi e ridurre i costi ha portato, dalla fine dell’anno, i più grandi armatori a consolidarsi in 4 grandi gruppi per la gestione dei traffici marittimi tra Asia ed Europa-Mediterraneo. I nuovi servizi di linea descritti saranno così a breve operati insieme mettendo in comune le navi ma mantenendo separati i vari armatori. All’accordo tra MSC e CMA-CGM per usare le medesime navi nelle rotte tra Asia ed Europa hanno fatto seguito la fusione dei consorzi New World Alliance (Apl, Mitsui OSK Lines, Hyundai Merchant Marine) e Grand Alliance (Hapag-Lloyd, Nyk, Oocl) nel nuovo soggetto G6 Alliance e l’annuncio della partnership tra il consorzio CKYH (Cosco, K Line, Yang Ming, Hanjin) ed Evergreen. Ciò comporterà inevitabilmente l’utilizzo di navi più grandi e la necessità di concentrare gli scali in pochi grandi porti con la conseguente riduzione del numero di porti di destinazione finale.

Come anticipato, i risultati conseguiti nel 2011 non sono stati analoghi per tutti gli scali. In difficoltà i porti di transhipment italiani che hanno risentito anche nel 2011 della concorrenza degli scali nordafricani. Gioia Tauro a seguito dell’abbandono di Maersk ha chiuso il 2011 con 2,35 milioni TEUs in calo del 17,6% mentre Cagliari e Taranto hanno registrato modesti incrementi del 6,4 e 3,9 per cento rispetto al 2010. Per il porto di Taranto occorre però ricordare che negli ultimi mesi dell’anno è stata registrata una accentuata flessione a seguito del trasferimento sul porto del Pireo di alcune linee di collegamento con l’Estremo Oriente della compagnia Evergreen. Tra gli altri hub del Mediterraneo sono invece da segnalare l’incredibile crescita del porto di Tangeri (+40%) e la buona performance del porto di Algeciras (+22,9%). Altro  hub di transhipment in crescita anche nel 2011, seppur in misura ridotta rispetto agli anni passati quando era riuscito a superare prima Barcellona e poi Algeciras, è risultato il porto di Valencia che, nel 2011, ha superato i 4,3 milioni di TEUs con un tasso di incremento del 2,9%.

Tra gli altri scali internazionali, Barcellona ha archiviato il 2011 con una movimentazione complessiva di oltre 2 milioni di TEUs (+4,4%) mentre è risultato in calo del 10,7% nei primi undici mesi dell’anno il porto di Tarragona. Risultati negativi anche per il porto di Marsiglia che ha movimentato 944.674 TEUs (-1%).

 

Anno 2011 – Traffico contenitori per porti (TEUs e var. %) /span>

 

PORTI

TEU

Var. %

2010/2011

Savona-Vado

175.000

-10,8

Genova

1.847.102

+5%

La Spezia

1.325.000

+3,1%

Livorno

637.798

+1,5%

Gioia Tauro*

2.350.000

-17,6%

Cagliari *

613.933

+6,4%

Taranto*

604.404

+3,9%

Algeciras**

3.174.419

+22,9%

Tanger Med*

2.900.000

+40%

Valencia

4.327.371

+2,9%

Barcellona

2.033.549

+4,4%

Tarragona**

209.578

-10.7%

Marsiglia

944.674

-1%

*porti di transhipment –

**= dato gen-nov 2011

 

Tra i porti dell’Alto Tirreno la migliore performance del 2011 è stata ottenuta dal porto di Genova che con oltre 1,8 milioni di TEUs ha registrato un incremento del 5% sull’anno precedente. Buoni risultati sono stati conseguiti anche dallo scalo di La Spezia che nel 2011 è  cresciuto del 3,1% ed ha raggiunto 1.325.000 TEUs trainato dal terminalista LSCT che, nel 2011 ha superato il proprio record storico risalente al 2007. Per lo scalo di Savona il 2011 si è invece chiuso in flessione del 10,8% con poco meno di 200mila TEUs.

 

Merce in contenitori (ton)

Dati positivi, con un crescita più sostenuta rispetto a quanto osservato per il traffico contenitori (TEUs), per i carichi containerizzati. L’aumento registrato è stato del 4,3% rispetto allo scorso anno attestandosi ad oltre 7,650 milioni di tonnellate movimentate. In incremento sia lo sbarco che l’imbarco, ma con tassi di crescita decisamente differenti: per lo sbarco (+7,6%) mentre per l’imbarco l’incremento è stato più contenuto (+1,5%).

 

Anno 2011 - Merce in contenitori imbarco/sbarco (valori %)

Distinguendo tra sbarchi ed imbarchi possiamo infine rilevare che il 52% del totale della merce in contenitori è in imbarco mentre il restante 48% è rappresentato da quella in sbarco.

 

Merci in Colli e Numero (ton)

Dati statistici positivi anche per il settore della merce in break bulk che, con una movimentazione complessiva di oltre 2,6 milioni di tonnellate sono risultate in crescita dell’8,8% rispetto a quanto registrato lo scorso anno. A determinare tale andamento ha concorso unicamente la merce in sbarco con un incremento del 16% mentre per l’imbarco è stata registrata una flessione del 28,2%. Da evidenziare tuttavia che la merce in export rappresenta appena il 10% della movimentazione del comparto. 

Tra le principali categorie merceologiche del settore sono stati rilevati numeri positivi in termini di tonnellate movimentate per il settore delle auto nuove sia in sbarco che in imbarco (+104,9% totale) e per i prodotti forestali all’imbarco, cresciuti del 9,2% rispetto al 2010.

 

Anno 2011 – Merce in colli e numero per traffici (var. %)

 

Merci in colli e numero (ton)

Var. %

Anno 2010/11

Prodotti forestali

-8,7

Auto nuove

+104,9

Frutta

-1,4

Rame e metalli

-15,5

Impiantistica/Macchinari

-52,3

 

La movimentazione complessiva dei prodotti forestali nel suo complesso (cellulosa, rotoli carta kraft e legname) è invece ammontata a 1.265.000 tonnellate con un calo di oltre 120.000 tonnellate e pari ad un decremento dell’8,7% se confrontato con quanto rilevato nel 2010. Flessioni più o meno consistenti sono state registrate anche nella movimentazione della frutta (-1,4%), del rame e dei metalli (-15,5%) nonché dell’impiantistica/macchinari che, rispetto al 2010, è risultata in calo del 52 per cento. Per quest’ultima categoria merceologica occorre tuttavia ricordare che nel 2010 le tonnellate movimentate furono influenzate dall’attività legata allo sbarco/imbarco delle attrezzature (tubi) per la conduttura marina del nuovo impianto di rigassificazione offshore.

I dati di fine anno rilevano inoltre valori positivi anche per il traffico di auto nuove espresso in unità. Nel 2011 le auto nuove movimentate presso il porto di Livorno sono risultate 466.246 contro le 421.794 dello scorso anno, segnando una crescita del 10,5%. Un dato particolarmente positivo se si considera che nel 2011, per il quarto anno consecutivo, il mercato europeo dell’auto ha chiuso con il segno meno (-1,4%) e che le immatricolazioni italiane sono risultate in calo del 10,9% rispetto al 2010.

Il grafico di seguito esposto mostra l’andamento mensile registrato dal comparto durante l’intero anno. Ad una contrazione del 14,9% nel primo trimestre hanno fatto seguito, nei trimestri successivi, incrementi del 12,2%, del 36,7% e del 24,5%. La spiegazione di tale andamento va ricercata nel fatto che la possibilità di fruire dei contributi governativi sulla rottamazione della vecchia auto o sull’acquisto di una nuova a basso impatto ambientale con immatricolazione entro la fine di marzo 2010 determinò consistenti aumenti anche nei primi 3 mesi del 2010 per poi invertire la tendenza nei mesi successivi.

 

Traffico auto nuove (var. % mensili su anno precedente)

 

 

 

Rotabili e RO/RO (mezzi, metri lineari e ton)

Decisa inversione di tendenza per il traffico rotabile del porto che, dopo 3 anni consecutivi di valori negativi, ha chiuso il 2011 con una movimentazione complessiva di 331.251 mezzi commerciali pari ad un incremento dell’8,8% rispetto a quanto registrato lo scorso anno. La crescita ha interessato sia i mezzi commerciali in sbarco che quelli in imbarco, con aumenti percentuali superiori all’8 per cento per entrambe le tipologie di movimentazione.

La ripresa del settore, iniziata alla fine del 2010, è proseguita in maniera costante, seppur con minore intensità negli ultimi mesi dell’anno, nonostante le interruzioni del servizio giornaliero ro-ro pax con la Sardegna operato dalla compagnia di navigazione Strade Blu (dal mese di marzo), del collegamento bisettimanale Genova-Livorno-Catania dell’armatore greco Tomasos (dal mese di maggio) e del servizio bisettimanale Livorno–Trapani della Ustica Lines (sospesa dal mese di ottobre). A consentire al comparto di registrare comunque dati positivi sono stati i nuovi servizi di linea come la Genova-Livorno-Catania (iniziato a fine 2010), la Genova-Livorno-Palermo-Tunisi (dal mese di luglio) nonché il potenziamento dei collegamenti da Livorno verso la Spagna/Marocco (servizi di linea da/per Valencia e Barcellona/Tangeri) tutti operati dal Gruppo Grimaldi. 

L’analisi per singoli collegamenti evidenzia infatti valori positivi con volumi di traffico in crescita per il traffico rotabile da/per la Sicilia (+61%), la Corsica (+42%) e la Spagna (+28%). In calo invece il traffico verso la Sardegna e la Tunisia che, rispetto allo scorso anno, hanno fatto segnare entrambi un calo dell’8 per cento.

 

Anno 2011 – Traffico rotabile mezzi commerciali (var. % mensili su anno preced.te)

2011

 

2010

 

 

Sui servizi di linea ro/ro regolari nel 2011 sono stati movimentati 227.353 semirimorchi e 102.410 mezzi guidati in aumento rispettivamente del 10,7% e del 7,4% rispetto allo scorso anno.

In termini di metri lineari il traffico rotabile è stato invece pari a 4.078.728 ml (+7%) di cui 2.014.463 in sbarco e 2.064.265 in imbarco. Le tonnellate equivalenti del traffico rotabile nel suo complesso sono state invece 10.765.434 in aumento dell’3,7 per cento, di cui +3,5% allo sbarco e +3,9% all’imbarco.

 

 

Rinfuse Liquide (ton)

Dati 2011 in negativo con una forte contrazione dei volumi movimentati e peggior risultato tra i vari comparti del porto per il settore chimico/petrolifero. Il traffico delle rinfuse liquide, con una movimentazione complessiva di 7.779.388 tonnellate ha infatti archiviato il 2011 con un calo di oltre 1,5 milioni di tonnellate, pari al 16,7%, rispetto a quanto registrato lo scorso anno. La riduzione è stata più consistente all’imbarco (-26,1%), mentre allo sbarco il calo in termini percentuali è stato del 13% ma occorre ricordare che le operazioni portuali di sbarco costituiscono il 78% della movimentazione complessiva.

Il trend negativo registrato riflette il persistere della stagnazione dell’economia italiana e la conseguente riduzione degli approvvigionamenti di energia e materie prime per l’industria a cui occorre aggiungere l’andamento fortemente instabile del prezzo del greggio causato dalle forti condizioni di instabilità politica dei principali paesi produttori di petrolio che hanno contraddistinto il 2011. Da ricordare inoltre che lo scorso anno il traffico delle rinfuse liquide aveva registrato una crescita record (+24,2%) tornando a livelli superiori a quelli del 2002 quando tale tipologia di traffico costituiva il 36,5% della movimentazione complessiva del porto. Ad accentuare la flessione ha inoltre contribuito il parziale fermo delle attività della raffineria nel mese di maggio per consentire le programmate operazioni di manutenzione agli impianti (a maggio la movimentazione di Eni SpA è stata inferiore dell’89% rispetto a quanto rilevato nel 2010). La contrazione del settore è stata tuttavia costante a partire dal mese di febbraio ed ha interessato lo sbarco del petrolio greggio (-23,7%) del G.P.L. propano (-9,2%), l’imbarco dei prodotti raffinati calati del 32,6 per cento (allo sbarco sono invece cresciuti del 26%) e l’import/export di tutte le altre merci come biodiesel, metanolo ecc. (-19,2%). Valori positivi, sia allo sbarco che all’imbarco, sono stati invece rilevati per la movimentazione dei prodotti chimici cresciuti complessivamente del 40% mentre anche gli oli vegetali hanno registrato una flessione del 15,1 per cento.

 

Rinfuse Solide (ton)

I dati di fine anno rivelano per il comparto delle rinfuse solide un nuovo rallentamento dopo la crescita registrata lo scorso anno (+23,6%) che aveva fatto seguito a 16 mesi consecutivi di valori negativi iniziati nel mese di ottobre 2008.

Dal grafico sotto riportato che, mostra l’andamento trimestrale del comparto, si evince un ritmo di crescita decisamente più contenuto nei primi due trimestri dell’anno (+4,9% nel I trimestre e +8,7% nel secondo) rispetto al 2010 a cui ha fatto seguito un forte rallentamento nel terzo trimestre (-12,3%) ed un ulteriore deciso decremento nell’ultimo (-20,7%).

A seguito di tale andamento le rinfuse solide si sono attestate nel 2011 a 796.798 tonnellate (-5,6%), di cui 719.822 tonnellate in sbarco (-7,1%) e 76.976 tonnellate in imbarco (+11,5%). La crescita registrata dal comparto in imbarco non è stata ovviamente sufficiente a far fronte alla dinamica negativa rilevata in import dato che le rinfuse solide in export costituiscono appena il 9,6% della movimentazione complessiva del settore.

 

Andamento rinfuse solide (ton e var. %) 

(variazioni trimestrali rispetto corrispondente periodo anno precedente)

 

Casella di testo: +54,6%Casella di testo: +4,9%Casella di testo: -20,7%Casella di testo: +8,7%Casella di testo: -12,3%

 

 

Tra le varie categorie merceologiche che contribuiscono all’andamento del comparto si evidenziano risultati negativi con un sostanziale ridimensionamento rispetto a quanto osservato nel 2010 per tutte le principali tipologie: cereali (-3%), carbone (-3,5%), prodotti metallurgici, minerali di ferro, minerali e metalli non ferrosi (-3,6%), minerali grezzi, cementi e calci (-6,7%), fertilizzanti (-45,7%) e prodotti chimici (-23,7%).

 

Traffico traghetti (passeggeri)

Nel 2011 sono stati oltre 467 mila i passeggeri in meno che sono transitati dal porto di Livorno rispetto a quanto registrato lo scorso anno. Dopo le performance di crescita registrate negli ultimi anni (il traffico passeggeri cresceva ininterrottamente dal 1999 con la sola eccezione del 2007) i dati statistici hanno confermato i timori emersi al termine del primo semestre 2011. La concomitanza della crisi economica in continua crescita con l’aumento dei prezzi del carburante ed il caro traghetti hanno infatti generato una situazione senza precedenti che ha indotto gli italiani e non solo, a ridurre i budget a disposizione per le vacanze.

L’analisi del trend mensile mostra infatti tassi di variazione percentuali negativi a doppia cifra rispetto allo scorso anno a partire dal mese di marzo con prosecuzione di questo trend negativo nei restanti mesi dell’anno rendendo il 2011 l’anno nero per il settore traghetti. 

 

Anno 2011 – Traffico passeggeri (var. % mensili su anno preced.te)

 

 

I passeggeri che si sono imbarcati/sbarcati dal porto di Livorno nel 2011 sono stati 2.085.119 unità pari ad una flessione del 18,3% rispetto all’anno precedente. Al seguito dei passeggeri sono transitate 676.407 auto (-19,4%), 40.965 moto (-17,5%), 31.762 camper/roulettes (-27,1%) e 2.983 bus turistici (+1,9%). Forte calo anche del numero di movimenti nave a seguito della riduzione delle frequenze dei servizi di linea nonché della cancellazione da parte delle principali compagnie di navigazione di diverse corse diurne a causa del mancato riempimento delle navi.

 

 

Traffico passeggeri per principali tratte (Anno 2010/2011, unità)

 

Il grafico sopraesposto evidenzia il movimento passeggeri per singole destinazioni: la tratta Livorno – Olbia ha registrato il peggior risultato in termini di passeggeri imbarcati/sbarcati (-30,7%), ma dati negativi sono stati conseguiti anche sulle linea Livorno – Golfo Aranci (-14,8%) e sulla Livorno – Bastia (-11,2%). Stabile invece il movimento da/per la Sicilia (+0,1%) mentre in forte crescita è risultato quello da/per la Spagna che è quasi raddoppiato (+97,3%) a seguito del potenziamento dei servizi ro/ro pax Livorno – Valencia e Livorno – Barcellona – Tangeri del gruppo Grimaldi.

Principali destinazioni, restano ovviamente Sardegna e Corsica seppur con quote percentuali ridotte rispetto allo scorso anno (rispettivamente del 64,6% e 27,2%) mentre Capraia/Gorgona, Sicilia e Spagna, pur incrementando il proprio peso percentuale rappresentano il restante 8,1 per cento (5,5% nel 2010).

 

Traffico crocieristico (passeggeri e navi)

Nel 2011 il numero dei crocieristi nel porto di Livorno ha raggiunto la quota record di 982.928 unità (di cui oltre 41.000 imbarcati e sbarcati) che confermano, con una crescita a due cifre, i risultati conseguiti lo scorso anno e la buona capacità di ripresa del settore. Il comparto chiude dunque il 2011 sorpassando il precedente record storico di 849.050 crocieristi del 2008. Con la sola esclusione del 2009 il comparto delle crociere cresce infatti ininterrottamente da oltre 10 anni in linea con gli incrementi a tassi annui a due cifre registrati dal settore in Europa e soprattutto nel Mediterraneo. 

Nel 2011 i crocieristi transitati dal porto di Livorno hanno registrato un incremento del 19,5% (+160.374 unità) rispetto a quanto rilevato lo scorso anno. Dati negativi sono stati invece registrati per il numero di scali delle navi con 497 navi da crociera che hanno ormeggiato in porto rispetto alle 508 del 2010 (-11 navi).

Si è invece interrotto, nel 2011, il trend positivo registrato negli ultimi anni dei crocieristi imbarcati/sbarcati nel porto di Livorno. Rispetto a quanto rilevato lo scorso anno, quest’ultimi sono infatti diminuiti del 10,6% passando dai 46.107 del 2010 ai 41.231 di quest’anno.

Nel 2011, le due compagnie crocieristiche che scalano Livorno con un servizio di turn-around parziale, MSC Crociere e Costa Crociere, pur consolidando la loro presenza sul nostro porto hanno infatti ridotto il numero di scali con la possibilità per i passeggeri di imbarcarsi e sbarcare a Livorno solo nei mesi di agosto e settembre per Costa Crociere (nel 2010 il servizio era iniziato a giugno) ed a partire dal mese di maggio per MSC Crociere (nel 2010 il servizio era iniziato ad aprile). Lo scorso anno il porto è stato così scalato solo da n.29 navi che effettuano crociere di testa (n.23 Msc Sinfonia e n.6 Costa Marina) mentre nel 2010 le navi erano state 45.

 

Crocieristi

2011

2010

Imbarcati

20.251

23.493

Sbarcati

20.980

22.614

In transito

941.697

776.447

Totale

982.928

822.554

 

Per quanto concerne le dimensioni delle navi da crociera che hanno scalato il porto di Livorno nel 2011 possiamo invece notare l’aumento della stazza lorda media passata da 59.946 a 72.116 tonnellate e l’aumento del numero di navi di lunghezza superiore a 250 metri (da n.221 unità del 2010 a n.256 unità del 2011) tra le quali si sono triplicate quelle di lunghezza superiore ai 300 metri (da n.36 unità del 2010 a n.109 unità del 2011). Dati che confermano la crescita dimensionale della navi da crociera che scalano il porto di Livorno con le evidenti problematiche relative alla disponibilità di attracchi per grandi navi nel porto passeggerri.

La distribuzione delle navi da crociera per singolo ormeggio evidenzia infatti, rispetto allo scorso anno, una flessione del numero di scali presso gli accosti del porto passeggeri (-32 navi) ed un incremento invece di quelli nel porto commerciale (+21 navi). Tra quest’ultimi, sono risultati in aumento rispetto all’anno precedente gli ormeggi presso la Calata Alto Fondale (+26 navi) e quelli presso la Sponda Est della Darsena Toscana (+3 navi).  

 

Distribuzione delle navi da crociera per accosto (n°navi, Anno 2011/2010) 

 

MMovimento navi (unità, ton)

Chiusura in negativo anche per il movimento navi che ha registrato una contrazione sia delle navi arrivate (-305 unità) che di quelle ormeggiate (-308 unità). Rispetto al 2010 per il movimento navi occorre tuttavia evidenziare che, nonostante la flessione percentuale del 4% per le unità arrivate e del 4,2 per quelle entrate in porto, il tonnellaggio lordo complessivo è risultato in aumento di oltre 8 milioni di ton e la stazza media delle navi è così passata da 21.904 a 23.962 tonnellate.

In termini di numero di arrivi, per le 6.975 navi entrate in porto, possiamo notare che la riduzione registrata di 308 unità è stata principalmente determinata dal calo dei traghetti (-224 unità) e delle navi adibite al trasporto di rinfuse liquide (-119 unità). Tra le altre tipologie di navi sono risultate in diminuzione anche le navi general cargo, quelle adibite al trasporto di rinfuse solide nonché le navi da crociera rispettivamente di 47, 17 ed 11 unità. Risultati positivi, in termini di numeri di arrivi, sono stati invece conseguiti dalle navi portacontainer (+73 unità) e dalle navi ro/ro cargo (+47 unità).

Da evidenziare che a seguito di tale andamento, nella distribuzione delle navi per tipologia e numero di unità arrivate è aumentata, rispetto a quanto registrato lo scorso anno, la quota percentuale delle navi general cargo passate dal 37% del 2010 al 39,4% del 2011, mentre si è ridotto il peso percentuale delle porta rinfuse liquide (dal 10% del 2010 all’8,6% del 2011) e delle navi dedicate al trasporto passeggeri (traghetti e crociere) in calo dal 51% dello scorso anno al 49,5% del 2011. Valori stazionari sono stati invece rilevati per le altre tipologie. Analoga tendenza è stata registrata anche nella distribuzione delle navi per tipologia e stazza lorda.

Distribuzione navi per tipologia e numero di arrivi (valori %)/span>

Per le navi portacontainer occorre poi evidenziare che, nonostante l’aumento del numero di scali (+73 unità) e del tonnellaggio complessivo sia della stazza lorda (+1.338.478 ton) che di quella netta (+565.913 ton), rispetto al 2010 sono risultate in lieve calo sia la stazza media nave lorda (-793 ton) che quella netta (-487 ton).

 

Distribuzione navi portacontenitori per classi di stazza (n° navi)/span>

Per questa tipologia di navi dal grafico sovraesposto possiamo infine notare che nel 2011 rispetto a quanto rilevato lo scorso anno sono aumentati gli scali di navi per tutte le classi di stazza lorda comprese tra le 10.000 e le 39.999 ton ed oltre le 70.000 ton mentre è risultato in calo il numero di navi che hanno scalato il porto con una stazza lorda compresa tra le 40.000-69.999 ton. Sorprendente il numero delle navi fullcontainer con stazza lorda superiore alle 70.000 ton che sono passate, più che raddoppiando, da n.15 unità del 2010 a n.38 unità nel 2011 a seguito dell’utilizzo da parte del consorzio Cosco, Yang-Ming, K-Line, Hanjin, a partire dal mese di giugno del 2010, di navi di maggiori dimensioni e capacità di carico (oltre 290m x 40m con capacità di 6.400-6.572 TEUs) nel servizio da/per il Far East MD2 (Mediterranean Service-2).

Il 19 giugno 2010 il porto di Livorno era stato scalato per la prima volta da una nave fullcontainer con stazza lorda superiore alle 70.000 ton ed una capacità di carico superiore ai 6.000 TEUs (M/n Yang Ming Mandate). Quest’anno, gli arrivi di navi di tali dimensioni sono stati ben 38 ed anche le navi con capacità di carico superiore ai 5.500 TEUs sono passate dai 62 scali del 2010 agli 85 del 2011.

Numeri che indicano chiaramente la rivoluzione in atto nel trasporto containerizzato, con i grandi vettori determinati ad utilizzare per i loro servizi a lungo raggio, navi sempre più grandi per razionalizzare servizi e ridurre costi.