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Il porto di Livorno si affaccia sull'Alto
Tirreno,
è situato a 43°32’.6 di latitudine Nord e 010°17’.8 di
longitudine Est e si trova nella parte Nord-Occidentale della
Toscana. E’ principalmente interno alla linea di costa, ben
protetto dai venti del quadrante sud ed ovest. Notevoli sono
le opere di protezione foranea: la diga di Vegliaia, la diga
Curvilinea, la diga della Meloria. Il porto è distinto in
Porto Vecchio a Sud, Porto Nuovo e Canale Industriale a Nord e
si compone di quattro bacini: Avamporto e Porto Mediceo che
caratterizzano il Porto Vecchio, Bacino S. Stefano e Porto
Industriale che individuano il Porto Nuovo nel senso più
ampio. |
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Panoramica del Porto |
Il porto di Livorno, classificato come Big
Regional (primo livello) all’interno del Corridoio Tirrenico, dal Freight
Leaders Club, è uno scalo polivalente, dotato cioè di infrastrutture e mezzi che
consentono di accogliere qualsiasi tipo di nave e di movimentare qualsiasi
categoria merceologica ed ogni tipologia di traffico (LO-LO, rotabile RO-RO,
rinfuse liquide e solide, auto nuove, crociere, ferries, prodotti forestali,
macchinari, ecc.).
La dotazione infrastrutturale del Porto permette la connessione alle principali
arterie stradali e ferroviarie nazionali ed alle zone aeroportuali
di Pisa e Firenze. Grazie al suo hinterland piuttosto ampio,
formato principalmente da Toscana, Emilia Romagna, Umbria e
Marche, molto attivo dal punto di vista imprenditoriale ed
industriale, il Porto di Livorno movimenta un elevato quantitativo
di merci.
Al porto si può accedere attraverso due imboccature: la Bocca Nord
compresa fra l’estremità Ovest della diga del Marzocco e la diga
della Meloria, e la Bocca Sud compresa tra l’estremità Sud della
diga Curvilinea e l’estremità Ovest della diga della Vegliaia.
La prima
imboccatura (Nord) è orientata a Nord Ovest, ha un’ampiezza di circa 300 m e
comunica direttamente con il Bacino S. Stefano,
vasto specchio acqueo protetto ad Ovest e a
Nord dalle dighe della Meloria e del Marzocco.
L’altra imboccatura (Sud), attraverso la quale si svolge tutto il traffico
marittimo del porto di Livorno, è orientata verso Ovest ed ha una larghezza di
circa 580 m. Il canale di accesso in corrispondenza dell’imboccatura ha una
larghezza di circa 190 m ed una profondità pari a 15 m.
Attraverso
l’imboccatura Sud si accede all’Avamporto, delimitato dalla diga curvilinea a
Ovest e dalla diga della Vegliaia a Sud; l’avamporto comprende il complesso del
nuovo bacino di carenaggio e la darsena Morosini.
Per delimitare, almeno
giuridicamente, il cosiddetto ambito portuale, primo punto di riferimento è il
D.M. 06/04/1994 che fissa i limiti della Circoscrizione territoriale
dell’Autorità Portuale di Livorno entro la quale sono inserite le aree demaniali
marittime, le opere portuali e gli antistanti spazi acquei compresi nel tratto
che va dalla foce del Calambrone fino al porticciolo Nazario Sauro. Sulla terra
ferma l’ambito circoscrizionale si può identificare fino al limite in cui sia
possibile lo svolgimento di attività o servizi portuali, ovviamente,
compatibilmente con altre destinazioni d’uso del territorio.
Tale circoscrizione è stata successivamente
estesa, con D.M. 16 gennaio 2001, alle aree demaniali marittime, alle opere
portuali ed agli antistanti specchi acquei in cui si effettuano operazioni
portuali compresi nel tratto di costa dell’Isola di Capraia da Punta del Frate a
Punta del Fanale.
Dall’Avamporto,
attraverso una bocca di accesso orientata a Ovest, larga circa 100 m, con
profondità massima pari a -12.00 m s.m., si accede al porto Mediceo che
costituisce l’area più vasta del Porto Vecchio. Sempre dall’Avamporto
attraverso un
canale di navigazione dragato a quota –13.00 m s.m. e largo circa
100 metri orientato secondo la direzione SN si
accede al bacino S. Stefano. Nella parte di ponente del bacino vi è la zona di
evoluzione per le navi dirette alla Nuova Darsena Petroli, alla Calata Alti
Fondali Varesini ed al costruendo Molo Italia (diametro area di evoluzione pari
a circa
500 m).
Dal Bacino S.
Stefano, attraverso un canale largo 100 m., con larghezza utile dragata a quota –
13 m. s.m. pari a circa
70 metri, si accede al bacino di evoluzione del
Porto Nuovo (diametro di area di evoluzione pari a circa
375 metri), dal quale si accede alla Darsena
Toscana, alla Darsena Inghirami, alla Darsena
Ugione ed al Canale Industriale. Le quote dei fondali lungo gli
attracchi del Bacino S. Stefano (Nuova Darsena Petroli e Calata Alti Fondali),
nel bacino di evoluzione del Porto Nuovo Industriale e nella porzione Est della
Darsena Toscana sono pari a –
13 m. s.m.,
mentre nella restante parte del porto sono generalmente inferiori a –10.00 m
s.m.
Fin dal suo insediamento, nel 1995,
l’Autorità Portuale ha portato avanti un lavoro di
razionalizzazione e di infrastrutturazione delle aree portuali, mettendo a
disposizione degli operatori e delle compagnie di navigazione che scalano
il porto strutture efficienti e competitive. La logica seguita è stata quella
della suddivisione degli spazi in terminals privati specializzati nelle diverse
categorie merceologiche. Ciò ha garantito uniformità
di attività nelle varie zone ed ha evitato commistioni tra i diversi tipi di
traffico, soprattutto per quanto riguarda quello passeggeri, a sua volta
suddiviso in crociere e traghetti.
Il
porto di Livorno è caratterizzato da importanti testimonianze monumentali e
storiche delle quali si deve tener conto nello studio e nella pianificazione
degli sviluppi futuri del porto ai fini di una loro ulteriore valorizzazione ed
integrazione. Infatti sia nel porto vecchio (ad es. porto Mediceo, Fortezza
Vecchia, diga Curvilinea) che nel porto nuovo (ad esempio Torre del Marzocco)
numerosi sono i segni che testimoniano il grande passato del porto.
Il Sistema di Sicurezza
A Livorno è in funzione il sistema Port Approach Control (P.A.C.) che garantisce
la sicurezza della navigazione e la salvaguardia dell’ambiente all’interno ed in
prossimità dei bacini portuali. Per far fronte al problema della security, nel
2003 l’Autorità Portuale ha dotato il porto di Livorno di scanners in grado di
controllare i contenitori in uscita ed in entrata, di personale di vigilanza
altamente qualificato, di un sistema di telecamere a circuito chiuso per
monitorare l’attività all’interno dei terminals portuali, di una buona
illuminazione, nonché di un controllo sugli accessi ai varchi tramite appositi
badges identificativi del personale (Gate Transit Security – G.T.S.). Questi
adeguamenti hanno permesso allo scalo di ottenere la certificazione di sicurezza
relativamente agli standards richiesti dagli Stati Uniti in seguito agli
avvenimenti dell’11 settembre 2001. Tutto ciò nel pieno rispetto della legge
sulla tutela dei dati personali ed evitando una militarizzazione di un porto
che, secondo i disegni dell’Autorità Portuale, è destinato invece a diventare
sempre più parte integrante della città.
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