Nell’ambito delle iniziative di modernizzazione del porto di Livorno, l’Autorità Portuale ha presentato oggi presso Palazzo Rosciano le attività ed i risultati del progetto ME.N.FOR. che ha consentito di definire il sistema H.W.S.M. (HARBOUR WATERSIDE MANAGEMENT) relativo alla gestione delle acque portuali.
Si è trattato di un progetto di grande interesse per la politica ambientale dell’Ente e per la sicurezza dei traffici portuali al quale l’Autorità Portuale di Livorno ha aderito ponendosi come utente finale del Sistema di Gestione che con il progetto stesso è stato possibile definire.
L’esito di questa sperimentazione ha inoltre prodotto il risultato che l’Autorità Portuale è stata inserita nella “Commissione Nazionale di Studio dei flussi di marea meteorologica”, assieme ad altre Autorità Portuali.
Al progetto, seguito per l’Autorità Portuale dall’Ing. Motta, hanno collaborato vari enti quali il CNR e l’APAT, coordinati dal Prof. O. Faggioni e dall’Ing. M. Soldani dell’I.N.G.V. (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) che hanno presentato i risultati finali con l’intento di rendere note, agli operatori del settore, le opportunità che offre.
Nello specifico, si tratta della realizzazione di un “Sistema di Gestione delle acque” che permetterà, attraverso un software e strumenti di rilevazione localizzati, di modulare le attività portuali che generano impatto ambientale negli specchi d’acqua del porto.
I maggiori impulsi di flusso-riflusso delle acque portuali giocano un ruolo primario nella dispersione degli inquinanti e sul bilancio di ossigenazione delle acque. Tramite la conoscenza dei tempi del ricambio di acqua, si possono quindi adeguare le attività che incidono sulle acque portuali garantendo una migliore ossigenazione delle acque stesse e si può programmare nel migliore dei modi l’esecuzione di lavori come ad esempio quelli di escavo.
L’utilizzo di questo nuovo sistema da parte di tutti coloro che operano e si occupano della gestione dei traffici navali in area portuale rappresenta proprio l’obbiettivo degli studi e delle ricerche effettuate, in modo tale anche da ridurre la possibilità che in ambito portuale si verifichino incidenti in fase di navigazione.
Ovviamente, questo nuovo sistema rappresenta anche un’implementazione tecnologica che garantirà al porto maggiore sicurezza per le operazioni nei terminal e un migliore management del traffico delle navi.
Le ricerche del Progetto ME.N.FOR, che riguardano i porti dell’Alto Tirreno ma coinvolgono anche altri porti europei, da Israele alla Spagna, si inseriscono del resto nel campo della gestione ambientale dei porti, e possono quindi rivelarsi un valore aggiunto per lo sviluppo di una politica di green port, uno degli obbiettivi strategici del Piano Operativo Triennale dello scalo labronico che mira a raggiungere uno standard moderno e funzionale, perseguendo lo scopo dell’ecoefficienza portuale e coniugando gli obbiettivi di sviluppo economico con il rispetto dell’ambiente in un’ottica di concreto sviluppo sostenibile.
Sotto questo profilo, Livorno rappresenta il porto più avanzato nel settore essendo il bacino sperimentale ufficiale del progetto. Tutto ciò a vantaggio della competitività, non solo per quel che riguarda l’aspetto produttivo, ma pure nei confronti della qualità del servizio agli utenti.
L’applicazione delle tecniche risultanti dal progetto ME.N.FOR. possono certo contribuire a facilitare l’interazione porto/navi, permettendo magari una programmazione tale da consentire a queste di entrare ed uscire dal porto con maggior carico e, dunque, con maggior pescaggio senza per questo causare riflessi negativi sulla sicurezza della navigazione ma, anzi, garantendone un livello ancora più alto.
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